Nel panorama smartphone capita sempre più spesso di imbattersi in modelli quasi identici tra loro, lanciati in mercati diversi con nomi differenti. È proprio questo il caso delle ultime novità rappresentate dal Vivo X300 FE e dal General Mobile GM Fenix II Pro 5G, due dispositivi che sembrano ricalcare fedelmente modelli già esistenti, con poche modifiche tecniche e prezzi talvolta molto diversi a seconda del Paese di vendita.
Il primo protagonista è il Vivo X300 FE, apparso in anticipo online attraverso una scheda tecnica pubblicata da un rivenditore. Secondo le informazioni trapelate, il dispositivo sarebbe sostanzialmente identico al Vivo S50 Pro Mini, modello già disponibile in Cina. Le differenze sembrano minime e potrebbero limitarsi al supporto di alcune bande di rete aggiuntive per i mercati internazionali. Dal punto di vista hardware il nuovo modello segnerebbe comunque un passo avanti rispetto al precedente X200 FE, soprattutto per quanto riguarda il processore. Al posto del MediaTek della generazione precedente arriverebbe infatti uno Snapdragon 8 Gen 5, soluzione di fascia alta pensata per garantire prestazioni elevate anche nelle attività più impegnative.
Il display resterebbe invece invariato: un pannello LTPO AMOLED da 6,31 pollici con risoluzione elevata e refresh rate fino a 120 Hz. Interessante la batteria, che con i suoi 6.500 mAh promette un’autonomia molto elevata considerando le dimensioni compatte del dispositivo. Alla ricarica rapida da 90 W si aggiungerebbe anche la ricarica wireless da 40 W, una novità rispetto al modello precedente. Il comparto fotografico includerebbe una fotocamera frontale da 50 megapixel e tre sensori posteriori, con una principale stabilizzata e un teleobiettivo periscopico con zoom ottico 3x. Non manca la certificazione IP69 contro acqua e polvere, oltre a NFC e sensore di impronte integrato nel display.
Diverso ma ugualmente curioso è il caso del General Mobile GM Fenix II Pro 5G, uno smartphone destinato al mercato turco che sembra riprendere quasi completamente le caratteristiche del Lava Agni 4 venduto in India. Anche qui le differenze sono minime, mentre il prezzo cambia in modo significativo. Il modello turco monta un chipset MediaTek Dimensity 8350, affiancato da 12 GB di RAM e 512 GB di memoria interna. Il display AMOLED da 6,67 pollici offre una risoluzione elevata e una frequenza di aggiornamento a 120 Hz, caratteristiche ormai comuni nella fascia medio-alta. La batteria da 5.000 mAh supporta la ricarica rapida a 66 W, mentre il comparto fotografico prevede una fotocamera principale da 50 megapixel con stabilizzazione ottica e un sensore grandangolare da 8 megapixel. Tra gli elementi distintivi figurano la presenza del modulo NFC, il sensore di impronte sotto lo schermo e persino il trasmettitore a infrarossi, utile per controllare dispositivi domestici. La certificazione IP64 offre una protezione di base contro polvere e schizzi, ma non raggiunge i livelli dei modelli più resistenti.
Questi due smartphone rappresentano esempi chiari di una strategia sempre più diffusa: riutilizzare progetti già esistenti adattandoli a mercati differenti. In alcuni casi ciò permette di ridurre i costi di sviluppo, ma può portare a differenze di prezzo difficili da giustificare, soprattutto quando l’hardware rimane sostanzialmente identico. In un mercato sempre più competitivo, operazioni di questo tipo mostrano come i produttori cerchino di massimizzare la diffusione dei propri dispositivi, anche attraverso versioni quasi identiche tra loro. Per gli utenti più attenti, però, il confronto tra modelli gemelli può rivelarsi fondamentale per capire quale sia davvero l’offerta più conveniente.