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Stanchi dei "padelloni"? Basterà aspettare il ritorno di Palm con il microscopico "Pepito"

Palm, il mitico brand dei computer tascabili touch, precursore degli smartphone Android e iOS, è pronto per tornare sul mercato, grazie al produttore cinese TCL, tramite il "Palm Pepito", un micro-smartphone Android based.

Smartphone e Tablet
Pubblicato il 13 agosto 2018, alle ore 19:46

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Stanchi dei "padelloni"? Basterà aspettare il ritorno di Palm con il microscopico "Pepito"

Circa un paio di anni fa, era il Novembre del 2016, l’americana Zebra Technologies annunciò il ritorno del formato palmare in versione Android, con i suoi TC51 e TC52 che, entro corpi resistenti, offrivano tanta sicurezza, autonomia, più alcune funzionalità tipicamente professional, come la scansione dei documenti e dei codici a barre. A riuscire nell’intento di riportare in vita il concetto di computer touch tascabile, però, potrebbe presto essere un’altra azienda che, diversi anni fa, i palmari li ha inventati!

Palm, la società che con il suo Palm Pre, smartphone con slide varato nel 2009, inventò quelle gesture alla base di Android Pie 9.0 e dell’iPhone X, tornerà presto sul mercato grazie ad un’operazione del produttore cinese TCL Corporation, lo stesso che ha riportato in auge, e con buoni risultati (basti considerare i top gamma KEYone e KEY2), il brand BlackBerry.

A riferirlo è il portale AndroidPolice che, qualche giorno fa, ha pubblicato un’indiscrezione con tanto di chiari riferimenti fotografici. Secondo gli insider, il device del “gran ritorno” sarà il microscopico “Pepito” (nome in codice ad uso interno) che, nelle forme, ricorda più che altro un mini-iPhone, non fosse per la scritta “PALM”, posizionata non in orizzontale ma, all’interno di un invisibile quadrato, su due righe. 

Il “Palm” Pepito potrebbe essere animato da un hardware di fascia medio bassa, con un processore Snapdragon 435, ed una combinazione mnemonica – tra RAM e storage – calibrata sull’assetto 3+32 GB: in tal modo, presumibilmente, si potrebbe evitare l’adozione di un sistema operativo Googleiano in versione Android Go, optando per un Android Oreo 8.1 standard (niente webOS, finito sulle tv smart di LG). Tuttavia, per quanto il display – un pannello LCD – sia piccolo (3.3 pollici) e poco risoluto (solo HD), difficilmente si riuscirà ad arrivare a fine giornata, considerando la scelta di ricorrere ad una batteria di soli 800 (sì: proprio ottocento) mAh di capacità. 

Sempre secondo le fonti, non è chiaro se il Palm Pepito sarà l’entry level di una gamma con – auspicabilmente – anche dei top di gamma, o se costituirà l’alfiere di una nuova generazione di micro smartphone basici (come il Veer ai tempi della Palm sotto gestione HP): di certo, vi è che sarà concepito inizialmente in due colorazioni, titanio e oro, ed esordirà nel mercato statunitense, grazie all’operatore Verizon (lo stesso che si occupò di commercializzare il Palm Pixi Plus). 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Palm ha fatto decisamente una brutta fine, non riuscendo ad adeguarsi per tempo ai repentini cambiamenti nel settore mobile: passata di mano diverse volte, ora toccherà a TCL il compito di rilanciarla. Il Palm Pepito, onestamente, sembra quasi uno scherzo, in base ai trend attuali, ma il produttore cinese - sino ad ora - non ha sbagliato un colpo con Alcatel e BlackBerry e, quindi, ha maturato un bel po' di credito e, perché no, di fiducia: speriamo in un altro happy end tecnologico!

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