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SIKURPhone e PinePhone: smartphone emergenti, sperimentali, incentrati su sicurezza e privacy

Visti i continui scandali sulla privacy, vari produttori, in genere di nicchia (ma non sempre), sembrano orientati a sfoggiare degli smartphone iper blindati sul piano della sicurezza e della privacy, come i nuovi SIKURPhone e lo sperimentalissimo PinePhone.

Smartphone e Tablet
Pubblicato il 8 febbraio 2019, alle ore 14:12

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SIKURPhone e PinePhone: smartphone emergenti, sperimentali, incentrati su sicurezza e privacy

Con i continui scandali sulla privacy a farla da padrona, sembra quasi normale che anche i produttori di smartphone si orientino, a poco a poco, verso il tema della sicurezza: all’ombra di Blackberry (TCL Corporation) con i suoi smartphone business (tra cui il prossimo Adula), di recente si sono affermate due piccole ma promettenti realtà, con progetti telefonici al limite dello sperimentale

La californiana PINE64, nota per le sue schede computerizzate (es. PINE A64) anti Raspberry Pi, ha annunciato, in tempo per l’estate o per la fine dell’anno, dacché i developer kits sono già stati spediti agli sviluppatori perché adattino le loro app al progetto, uno smartphone – battezzato “PinePhone“, da realizzare in collaborazione con la community open-source KDE

Il device, con cornici spesse tipiche di un tablet, dovrebbe avere un display touch IPS da 5.45 pollici pari a 1440 x 720 pixel di risoluzione con, sul davanti, una selfiecamera da 2/3 megapixel e, sul retro, una postcamera da 5 megapixel mentre, sui lati, campeggerebbero – in ottica privacy – degli switch fisici per “disinnescare” il microfono, il Wi-Fi, e le fotocamere.

All’interno, i 2 GB di RAM (LPDDR3) ed i 32 GB (eMMC) di storage, supportano sia il processore, un quad-core della Allwinner (l’A64 ARM Cortex A54), che il sistema operativo, una personalizzazione di Linux denominata Plasma mobile, con accesso alle app KDE (il browser Konqueror, il file manager Dolphin, l’editor di testo Kate, etc). Presenti sensori quali quello per la luminosità ed il giroscopio, il PinePhone disporrà anche di varie connettività, come il jack per le cuffie, il Wi-Fi n, il Bluetooth 4.0, ed il 4G/LTE (cat.4), e di una porta microUSB Type-C per la ricarica della batteria ed il trasferimento veloce dei dati. Per il prezzo, si parla di 130 euro (ricavati dal prezzo originale, citato in valuta americana, di 149 dollari). 

Dalla Florida, tramite il brand SIKUR, arrivano – invece – i SIKURPhone XZ1 (850 dollari) e XA2 (650 dollari), basati – rispettivamente – sui Sony Xperia XZ1 Sony Xperia XA2, ma blindati tramite i livelli di sicurezza della mod androidiana SikurOS, comprensiva di un app market attentamente vigilato e di un portafoglio per criptovalute.

Il primo modello, in particolare, propone un display da 5.2”, con una selfiecamera da 13 megapixel, una postcamera da 19 e, all’interno, un buon comparto logico, stante l’abbinamento di un processore ex top gamma di Qualcomm, lo Snapdragon 835, con 4 GB di RAM e 64 GB di storage. Il secondo esemplare, infine, conserva lo stesso display ed eleva la postcamera a 23 megapixel, ma scala tutto il resto, a cominciare dalla selfiecamera (8 megapixel), per finire con processore (Snapdragon 630), RAM (3 GB), e storage (32 GB). 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - L'idea di fare degli smartphone blindati sul piano della sicurezza non è certo nuova: ci avevano provato anche i realizzatori del Sirin Solarin, ma con scarso successo. Ora, già arrivati sul mercato i due SIKURPhone XZ1, potrebbe toccare anche al progetto di PINE64, con uno smartphone basato su Linux e su software open source. Anche qui, il precedente dei device animati da Ubuntu Touch non dispone propriamente bene in termini di prospettive: Android e iOS, infatti, hanno un peso schiacciante nel mondo degli OS mobili.

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