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Redmi Note 7: arriva il primo smartphone dell’ex divisione low cost di Xiaomi

Redmi, spin-off aziendale del brand Xiaomi, ha fatto il suo ingresso "in società", con uno smartphone, il Redmi Note 7 (anche Pro), di fascia medio-alta, ben curato sia nell'estetica che nell'autonomia, e nel comparto fotografico: eccone i dettagli completi.

Smartphone e Tablet
Pubblicato il 10 gennaio 2019, alle ore 18:34

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Redmi Note 7: arriva il primo smartphone dell’ex divisione low cost di Xiaomi

Da qualche giorno, Redmi – sotto la direzione dell’ex Gionee Lu Weibing – è un brand indipendente da Xiaomi che, in ogni caso, non ha potuto esimersi dal presentarne, tramite il CEO e fondatore Lei Jun, il nuovo Redmi Note 7, animato dal sistema operativo dell’azienda di Shenzhen (nello specifico, il MIUI 10 basato su Android Pie 9.0).

Redmi Note 7 ha una scocca (159.21 x 75.21 x 8,1 mm, per 186 grammi, nelle tonalità Blue, Black, e Purple) in vetro Gorilla Glass 5 leggermente curvo (2.5D) sia davanti, ove figura un notch a goccia, che sul retro, con effetto gradiente, al cui centro è posto lo scanner per le impronte, di forma circolare. 

Il display, esteso sull’84% della superficie con un formato 19,5:9, è un pannello LCD da 6.3 pollici, con risoluzione FullHD+, ottima luminosità (450 nits), e supporto alla scala colore NTSC: sotto quest’ultimo, opera un processore Snapdragon 660 in accoppiata con una scheda grafica Adreno 512, con le tre configurazioni di RAM (LPDDR4x) e storage (espandibile) che si sostanziano in 3+32 GB (circa 125 euro o 999 yuan), 4+64 GB (sui 150 euro, o 1.199 yuan), e 6+64 GB (180 euro, o 1.399 yuan).

La batteria è da 4.000 mAh, caricabile via microUSB Type-C, anche rapidamente, ricorrendo al QuickCharge 4.0 di Qualcomm, e non mancano connettività quali il Dual SIM ibrido con 4G su ambedue le schedine, il Bluetooth 5.0, il Wi-Fi ac a doppia banda, il GPS/Glonass, un jack da 3.5 mm, ed un puntatore a infrarossi (per usare il telefono come telecomando. 

Sul retro, invece, chiude il cerchio una doppia fotocamera, da 48 (f/1.8, con messa a fuoco via rilevamento fasico) +5 (per la profondità) megapixel, coadiuvata dall’intelligenza artificiale nell’abbellimento degli scatti, nel riconoscimento delle scene, nella stabilizzazione elettronica, e nell’effetto Bokeh/Ritratto.

Al momento, a fornire il modulo più grande della coppia sarà solo Samsung (ISOCELL Bright GM1) con conseguente supporto alla tecnologia anti-buio “Tetracell” che, accorpando 4 pixel in uno da 1.6 micron, e riducendo la risoluzione a 12 megapixel, otterrà foto sempre dettagliate, anche con poca luce e senza far ricorso al Flash. In seguito, però, arriverà anche il Redmi Note 7 Pro, la cui unica differenza sembra essere il fatto che il modulo da 48 megapixel verrà fornito da Sony (IMX586).

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Redmi ha iniziato la sua seconda vita, da brand indipendente (?), seguendo un po' le tracce di quanto fatto da Realme, da non molto staccatasi da Oppo: il primo smartphone della neonata azienda cinese, bello a vedersi, e curato nei dettagli, è un sicuro low cost, anche nelle configurazioni più importanti. In più, sfoggia il sempre più diffuso modulo fotografico da 48 megapixel, con accorpamento dei pixel onde ovviare a condizioni di poca luminosità.

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