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Galaxy Note 9: il nuovo phablet pro di Samsung, ora lo controlli con la S-Pen

Samsung, nella splendida cornice di New York, ha annunciato il phablet top gamma Galaxy Note 9, dall'anima professional, con tante novità nella S-Pen, nell'intelligenza artificiale, aggiornato prestazionalmente, ma confermato nell'estetica (coverback a parte).

Smartphone e Tablet
Pubblicato il 9 agosto 2018, alle ore 18:16

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Galaxy Note 9: il nuovo phablet pro di Samsung, ora lo controlli con la S-Pen

Difficile dire sin da ora se diverrà il punto di riferimento degli smartphone Android di questa seconda metà del 2018, di certo il nuovo Galaxy Note 9 appena presentato da Samsung nel suo evento Unpacked 2018 di New York passerà alla storia come uno dei ritrovati tecnologici sui quali più si è speculato in assoluto, tanto che – a poche ore dalla sua presentazione – si conosceva persino il contenuto (presunto) del suo “value pack”.

Facezie a parte, da un punto di vista estetico-dimensionale (161.9 x 76.4 x 8.8mm, per 201 grammi), il nuovo Galaxy Note 9 è praticamente immutato rispetto al predecessore, tanto da rientrare nella cover del Note 8 nonostante la presenza di  una batteria da ben 4.000 mAh (con ricarica rapida via microUSB 3.1 Type-C, e tramite wireless charger mono o duo): niente notch, niente scanner in-display (forse serbato per il Galaxy 10 di Febbraio/Marzo): alloggiato entro cornici laterali comunque ridotte all’osso, con i lunotti verticali ulteriormente compattati, sotto un vetro Gorilla Glass 5, fa bella mostra di sé il display SuperAMOLED “Infinity” da 6.4 pollici, con risoluzione QHD+ (1.440 x 2.960 pixel con 18.5:9 di aspect ratio), ottima densità d’immagine (514 PPI), supporto all’Always On ed al formato HDR10, mentre la selfiecamera – posta nella lunetta alta – è da 8 megapixel (f/1.7), con autofocus e scanner dell’iride: i video, frontalmente, vengono ripresi a 1440p@30fps.

Con il monitor del Note 9 interagirà la prima novità del device, la rinnovata S Pen, capace di redigere note e meno a display “spento” dello stesso colore della propria colorazione. Munita di micro-batteria (40 secondi di ricarica per mezzora di attività), supporta il Bluetooth e, grazie a quest’ultimo, consente di controllare da remoto il phablet, sbloccandolo quando estratta (dal lato corto inferiore), gestendone l’avanzamento delle presentazioni, delle canzoni, alcune azioni nelle app (accresciuto campo d’azione dell’AirCommand), ed il funzionamento delle fotocamere: con una doppia pressione del pulsante (in cima) per gli scatti si switcherà dalla selfiecamera alla post-camera, laddove una pressione singola eseguirà il “fermo immagine”. Entrati nella Galleria, sempre il pennino consentirà di andare avanti o indietro a suon di click.

Sul retro, la seconda novità riguarda lo scanner per le impronte, posizionato sotto il semaforo orizzontale chiuso con il cardiofrequenzimetro (capace di rilevare anche la saturazione dell’ossigeno nel sangue) e comprensivo della doppia fotocamera: quest’ultima, corredata da uno zoom ibrido (ottico a 2x / digitale a 10x) e dal Flash LED, presenta un sensore grandangolare principale da 12 megapixel, con messa a fuoco via dual pixel, stabilizzatore ottico, e focale variabile (f/1.5-2.4, secondo la luminosità ambientale), ed un obiettivo secondario, telescopico, sempre da 12 megapixel, con focale fisso (f/2.4).

Rispetto all’ultimo top gamma Samsung, il Note 9 conferma la facoltà di girare video in 4K a 60fps, filmati in super slow motion (a 720p@960fps, raddoppiando – però – la durata di questi ultimi), dual-video, ed adotta l’intelligenza artificiale per migliorare gli scatti: a seconda dell’elemento inquadrato (20 “scene”) verranno auto-settate le impostazioni di base e – in caso di probabile difetto nel risultato finale (soggetto sfocato, con occhi chiusi, o troppo mosso), si verrà allertati tramite un pop-up (onde operare un nuovo scatto).  

Ottimo anche il corredo audio del terminale, frutto della collaborazione con la controllata AKG, cui è spettato il compito di curare sia gli altoparlanti stereo, che gli auricolari compresi nella confezione di vendita.

Sotto la scocca in vetro, munita di certificazione IP68 contro acqua e polvere, ed accompagnata lateralmente con un frame in alluminio serie 7000, si è proceduto con la classica prassi coreana dell’installare processori (in questo caso octa-core a 2.7 GHz) diversi secondo i mercati di distribuzione: agli utenti europei (e dell’EMEA in generale) toccherà l’Exynos 9810 (octa core da 2,7 GHz) fatto in casa (con GPU Mali-G72 MP18), mentre ad americani e cinesi lo Snapdragon 845 (con scheda grafica Adreno 630), ma – per entrambi – la RAM è da 6/8 GB, e lo storage (UFS 2.1) arriva fino a 512 GB (espandibili di ulteriori 512 GB) partendo da un ammontare base di 128 GB. La dissipazione del calore, specie in fase di gaming (Fortnite sarà in esclusiva temporanea per tale device), sarà affidata ad una pipeline in rame, ed agevolata dal ricorso alla fibra di carbonio. 

Anche la connettività rappresenta uno dei settori non lasciati al caso, dall’azienda di Seoul: il nuovo Note 9 si avvale del Wi-Fi ac dual band (con direct, hotspot, 4×4 MIMO), del Bluetooth 5.0 LE (A2DP, aptX, ANT+), del 4G/LTE cat.18, del localizzatore GPS (supportato non solo da A-GPS, GLONASS, e BDS, ma anche dalla rete satellitare europea GALILEO), e del modulo NFC compatibile con i pagamenti via Samsung Pay. Il Dual SIM – ibrido – è presente solo in alcuni mercati.

Trattandosi di un dispositivo a forte vocazione professionale, non può mancare il supporto alla modalità DeX, per tramutate l’interfaccia da smartphone in un corrispettivo munito di icone e controllabile con mouse e tastiera esterne: la differenza fondamentale rispetto al recente passato è che, per innestarla, non serve più ricorrere a costosi upgrade hardware (DEX Pad o Station), ma basta un semplice adattatore Type-C / HDMI e, una volta attivata, si potrà prendere appunti sul Note 9 magari mentre si segue una conferenza sul main screen.

Il sistema operativo, lato software, è costituito ancora da Android Oreo 8.1, con interfaccia Samsung Experience UX , patch di sicurezza aggiornate ad Agosto (il neo arrivato Android Pie, però, è nell’aria), e supporto al nuovo assistente Bixby 2.0 richiamabile tramite pulsante fisico laterale. 

La partenza dei pre-ordini del Galaxy Note 9 è fissata già per il 10 Agosto e si concluderà il 23 dello stesso mese, con la facoltà di includere nel value pack le cuffie wireless AKG Y50 BT (dotate di cancellazione del rumore, usualmente vendute a 299 euro), 15.000 V-Bucks (la moneta virtuale di Fortnite, per un valore di 150 euro), o ambedue con un contributo una tantum di 99 euro.

La distribuzione, poi, partirà da lì a poco, il 24 Agosto: in Italia, il phablet Samsung arriverà nelle iniziali colorazioni “Midnight Black”, “Ocean Blue”, “Lavender Purple”, e “Metallic Copper” a 1029 euro per la combo 6+128 GB, ed a 1279 euro per quella 8+512 GB. In alternativa, sarà possibile acquistarlo a rate (24) di 44,90 (modello premium) o 35.99 euro (modello base), con un anticipo di 99 euro in base al programma Smart Rent.

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Messa da parte l'attesissima kermesse newyorkese di Samsung, le prime impressioni personali sono relative alla mancanza di un effetto "wow" che spinga a comprare il Note 9, magari mettendo da parte il Galaxy S9 Plus: certo, le tante anticipazioni dei mesi scorsi hanno smorzato la sorpresa, ma ciò accade con tanti device importanti. Più che altro, a parte le nuove funzioni della S Pen, il numero di innovazioni di questo phablet non giustifica la spesa richiesta: certo il colosso di Seoul tornerà sulla cresta dell'onda ma, per quello, ho idea che occorrerà attendere il MWC 2018 di Barcellona.

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