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Amministrazione americana accusata di bullismo da Huawei

Il vice presidente di Huawei accusa l'amministrazione americana di bullismo nei confronti dell'azienda. Ecco le sue parole durante una conferenza stampa.

Smartphone e Tablet
Pubblicato il 22 maggio 2019, alle ore 19:39

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Amministrazione americana accusata di bullismo da Huawei

La notizia che Huawei e Google sono ai ferri corti a causa di Trump ha fatto il giro del mondo e sono già state riversate le prime ipotesi su ciò che potrebbe accadere in un futuro non troppo lontano. C’è chi ha ipotizzato che Huawei con un suo sistema operativo proprietario potrà distruggere l’attuale Android, chi invece pensa che l’azienda cinese sia sul punto di dover chiudere i battenti in quanto i servizi di Google sono necessari per gli utenti.

La terza ipotesi è che sia il governo cinese a mettere voce in capitolo. L’amministratore delegato di Huawei invita alla calma in quanto la società ha ormai un fondo grazie al business fatto finora, ma alcuni manager non la pensano allo stesso modo riguardo l’impossibilità di acquistare la tecnologia americana.

Huawei contro Google, le parole del vice presidente 

L’accusa da parte di Huawei è piuttosto pesante: accusa l’amministrazione americana di bullismo, un termine utilizzato per indicare quando si ostenta una superiorità in maniera aggressiva ai danni “dei più deboli”. Il vice presidente di Huawei, Abraham Liu, in una conferenza stampa che si è tenuta oggi a Bruxelles, ha spiegato che: “Huawei sta diventando la vittima del bullismo dell’amministrazione statunitense. Non si tratta solo di un attacco nei confronti di Huawei. È un attacco all’ordine liberale e regolamentato”.

Inoltre, il vice presidente ha spiegato di avere ancora tutta l’intenzione di collaborare con Google per risolvere al meglio tutto ciò, e che Google non ha motivi per bloccare la collaborazione. In pratica, dunque, tutto dipende dal documento firmato da Donald Trump.

Il fatto che Google non debba più collaborare con Huawei implica che sui telefoni già sul mercato non cambi niente, mentre – per i prossimi – potrebbe non essere possibile installare le applicazioni legate ai servizi di Google, datosi che verrà proprio a mancare il Play Store

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Cosa ne pensa l’autore
Francesco Menna

Francesco Menna - Secondo me, e secondo tanta altra gente, c'è un secondo motivo sul perché Trump abbia vietato la collaborazione con Huawei. Tuttavia, pensandoci bene, è giusto il paragone fatto dal vice presidente di Huawei. Potrebbe essere addirittura paragonata ad una censura ai danni della globalizzazione. Saranno da aspettare i prossimi mesi per vedere cosa succederà.

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