Iscriviti

Volkswagen: 100 mila posti di lavoro a rischio

La Volkswagen potrebbe licenziare 100 mila lavoratori se dovesse passare la nuova norma sulle emissioni, che prevede una riduzione del 35% entro il 2030.

Lavoro
Pubblicato il 13 ottobre 2018, alle ore 06:58

Mi piace
5
0
Volkswagen: 100 mila posti di lavoro a rischio

L’amministratore delegato della Volkswagen, Herbert Diess, ha lanciato un grave allarme in termini di posti di lavoro riguardo alle prospettive nel caso l’Unione Europea approvasse le nuove norme riguardo le emissioni di CO2 approvate pochi giorni fa.

Queste nuove leggi prevedono una riduzione del 35% sulla quantità di CO2 emessa entro il 2030 e il CEO ha affermato che questo limite è un po’ troppo estremo e ciò potrebbe causare un taglio netto ai posti di lavoro: parliamo di 100 mila lavoratori solo nella Volkswagen.

Martedì 9 ottobre si è tenuta la riunione per la proposta e di è discusso della riduzione di emissioni. Questa è stata votata da 20 Paesi su un totale di 28 partecipanti; tra coloro che sono a favore ci sono anche la Germania, che optava però, ad una riduzione del 30% (5 punti percentuali in meno). Altri paesi, invece, chiedevano una riduzione del 40%, ma si è giunto al compromesso del 35%. 

Cause e conseguenze

Quello che è stato discusso il 9 ottobre, sarà poi analizzato dal Parlamento Europeo e dalla Commissione. Solo al termine di tutto ciò, si saprà se e quando entrerà in vigore. Questa decisione arriva in contemporanea alla diffusione, da parte dell’Onu, dei dati relativi alle ultime emissioni. 

In pratica, restano altri 10 anni di tempo per salvare il pianeta. Il problema fatto emergere dall’amministratore delegato della Volkswagen è che puntando alla riduzione del 35%, significa mettere da parte le auto diesel e a benzina, a favore di quelle elettriche ed ibride. Fabbricare questi ultimi due tipi di auto, richiede molta meno manodopera e ciò, ovviamente porterà al licenziamento in massa e non riguardano solo gli operai.

Un andamento troppo precoce verso l’elettrificazione dell’auto significherebbe accettare un ruolo dominante dell’industria cinese. Il mercato cinese delle “elettriche” è molto più grande di tutti gli altri, e quindi consente ai fabbricanti cinesi di crescere e svilupparsi come non possono fare le case automobilistiche europee, americane e giapponesi. Inoltre, la Cina è anche il maggior produttore di batterie per auto.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Francesco Menna

Francesco Menna - L'auto elettrica, la progettazione e la sua gestione economica è molto più complessa di quanto possa sembrare. Impostare limitazioni estreme sulle emissioni, comporterà maggiori spese in termini di ricerca e sviluppo perché il progresso tecnologico dovrà aumentare la velocità di avanzamento, e inoltre la riduzione di manodopera contribuisce al licenziamento dei dipendenti.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!