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Stoccolma: una email errata invita ad un colloquio di lavoro 61000 persone

Una email inviata per errore dall'ufficio di collocamento di Stoccolma ha invitato ad un colloquio di lavoro 61.000 persone. Il caos fuori dagli uffici da parte dei convocati, tutti naturalmente disoccupati, che avevano creduto in questa opportunità

Lavoro
Pubblicato il 9 aprile 2014, alle ore 21:21

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Stoccolma: una email errata invita ad un colloquio di lavoro 61000 persone

A quanto pare anche a Stoccolma la disoccupazione si è fatta sentire, come ben dimostra ciò che è accaduto qualche giorno fa ad un colloquio di lavoro a cui si sono presentati 61000 candidati. Tranquilli, è stato tutto un errore! Infatti, stando alle dichiarazioni dell’ufficio di collocamento di Stoccolma, è partita per sbaglio una email che doveva essere destinata a 1000 persone, ma invece è stata inviata a un numero di persone infinitamente superiore. Il direttore dell’ufficio ha ribadito che deve essersi verificato un problema nell’invio della posta elettronica, una sorta di sistema impazzito che ha diramato le informazioni ad altri utenti.

A dire il vero, impazziti erano le persone che stavano fuori dall’ufficio di collocamento che, esasperati e fortemente arrabbiati per la beffa, lanciavano proteste contro gli impiegati e non accennavano ad andarsene. Infatti, il personale dell’ufficio è stato costretto a ricorrere all’intervento della polizia, che ha provveduto a fare sgomberare il posto senza incidenti. Uno degli agenti di polizia ha dichiarato che la folla di persone era davvero immensa, è stato difficile placare gli animi di quelle persone che si sono sentite raggirate. Ancora non si capisce bene come il terminale possa aver inviato la stessa email a tutti i disoccupati iscritti al collocamento e come da 1000 persone possa aver comunicato la convocazione ad un colloquio a 61000 persone, un numero di gran lunga superiore.

La speranza che era sorta in ognuna di quelle persone convocate si è subito spenta, ogni sogno è svanito nel nulla. Tutte le persone che si sono presentate sono dunque disoccupati alla ricerca di un lavoro, ricevere un invito ad un colloquio ha rappresentato per loro una possibilità di cambiamento, un’opportunità per ognuno di cambiare la propria vita. Il caos sorto fuori dagli uffici è dunque giustificabile, perché la notizia dell’errore è stata una doccia fredda per tutte quelle persone che si erano presentate in buona fede, dietro invito, non di loro spontanea volontà. La ricerca di un lavoro è pressante ovunque, anche Stoccolma, finora ritenuta una delle città con un tasso di disoccupazione quasi inesistente, comincia a convivere con situazioni snervanti e lunghe attese per colloqui che spesso si risolvono con un nulla di fatto.

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