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Robot amici dell’uomo: aiutano a trovare lavoro

Da una start-up russa l'idea di utilizzare l'intelligenza artificiale per raccoglie le richieste dei datori di lavoro e ricercare nel web il giusto candidato.

Lavoro
Pubblicato il 3 aprile 2018, alle ore 09:54

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Robot amici dell’uomo: aiutano a trovare lavoro

Abituati a pensare che i robot sottraggono il lavoro alle persone, ora l’idea di Stafory una start-up di San Pietroburgo ci coglie a sorpresa con Vera, il robot-recruiter russo che grazie alla sua intelligenza artificiale riesce a ridurre di un terzo i tempi per selezionare il personale nelle aziende.

Inizialmente il 28enne Vladimir Sveshnikov e Aleksandr Uraksin, 30enne, volevano applicare il modello Uber al mercato delle risorse umane: raccogliere le richieste di lavoro, inviarle a centinaia di reclutatori pagando, alla fine, il primo che sarebbe riuscito a trovare il candidato idoneo. Poi dall’esperienza di Uraksin nelle HR, che a fare questo lavoro di reclutamento si sentiva “come un robot“, nasce l’dea di “automatizzare il processo” grazie anche all’intelligenza artificiale.

“Lastampa.it”, dove si può leggere l’articolo integrale, scrive che Vera: “E’ in grado di combinare le tecnologie di riconoscimento vocale di Google, Amazon.com, Microsoft e Yandex (…), i suoi sviluppatori l’hanno dotata di 13 miliardi di esempi di sintassi” che raccolgono elenchi di parole riguardanti diverse professioni in modo che Vera riesca a interloquire nel modo più naturale possibile. 

Il lavoro di Vera è sorprendente: riesce a rintracciare nel web le persone giuste, si mette in contatto facendo un’offerta. Screma i candidati fino a trovare il profilo adatto ad ogni richiesta. Stafory, ad oggi, ritiene che l’esperienza con Vera, iniziata in Russia nel 2016, sia positiva. Dalla Russia, Stafory si è espansa in Medio Oriente, progetti pilota si sono avviati anche in Europa e negli Usa. Una sede è stata aperta a Mosca. Un limite è dato dalla concorrenza nell’impiego dell’Intelligenza artificiale, per questo Kostarev dice espressamente che devono “agire rapidamente” per conquistare il mercato o saranno “fuori gioco“. 

I robot Vera, che ora agisce controllata da persone in carne ed ossa, dovrà imparare a riconoscere gli stati d’animo degli umani come la rabbia, il piacere, la disapprovazione, Sveshnikov e Uraksin stanno studiando come istruirla.

Kostarev vorrebbe che Vera un giorno riuscisse a “prendere anche la decisione finale sull’assunzione di una persona“, si dichiara contrario Mikhail Chernomordikov, della Microsoft Corp., perchè questa decisione, ha affermato, spetta sempre “agli esseri umani“.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che già le nostre navigazioni sia "pilotate" da robot, che ci seguono nei gusti e negli interessi... non li vediamo, ma quando digitiamo una domanda, se non è conforme alle risposte già in elenco, ci chiedono di riformularla, oppure quando facciamo la ricerca di un prodotto, per un bel pezzo si aprono banner di quel prodotto con offerte varie... tutti candidati, per cosa ce lo dirà "Vera".

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