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Riscatto della laurea, come funziona

Riscattare gli anni di studio è diventato più semplice, almeno a parole. In realtà sono favoriti, come sempre, i benestanti. Alle nuove generazioni sono chiesti 5200 euro per ogni anno di studio da riscattare per la pensione, mentre prima la cifra veniva calcolata in base al reddito.

Lavoro
Pubblicato il 27 gennaio 2019, alle ore 01:14

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Riscatto della laurea, come funziona

In questi giorni è in varo presso il nostro Governo una faccenda che interessa molte persone, sia direttamente che indirettamente. Si parla di contributi pensionistici per chi ha frequentato l’università, questi anni possono essere riscattati per andare in pensione prima. Quanto prima? Dipende da quanto si è studiato.

Le nuove generazioni sanno bene di cosa si sta parlando. Le generazioni passate probabilmente hanno finanziato gli studi dei figli nella speranza di un futuro migliore. Ma quanto valgono quegli anni di studio? La risposta viene dagli ultimi scoop sul nostro Governo: 5200 euro l’anno.

Significa che un ragazzo o una ragazza che ha studiato cinque anni dovrà pagare all’INPS 25 mila euro per vedere riconosciuti i propri sforzi economici e intellettuali a fine contributivo. Non è bastato pagare gli anni di università e ritardare il proprio accesso al mondo del lavoro, ora alle nuove generazioni si chiede di pagare ancora per andare in pensione cinque anni prima dei coetanei senza laurea.

Altrimenti non verranno riconosciuti da nessuno e anche chi ha studiato continuerà a lavorare fino a 65 o 70 anni, chissà. Ma al di là delle facili lamentele sul principio etico di questa legge c’è di peggio. La manovra in questione andrebbe di fatto a ridurre il costo annuo del riscatto che prima di questa ipotesi di legge veniva calcolato in base al reddito.

In questo modo chi ha un reddito più elevato potrà riscattare con maggior facilità i titoli di laurea, mentre per la classe media e medio-bassa il costo complessivo resta molto, troppo elevato. Il costo, inoltre, aumenta con il passare degli anni rispetto al conseguimento del titolo. È però possibile chiedere una rateazione fino a un massimo di 120 rate senza interessi.

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Cosa ne pensa l’autore
Daniele Quintavalle

Daniele Quintavalle - La mia opinione conta poco in questo caso, poiché oggi come oggi è sempre maggiore lo sconforto nei confronti di un Paese che non ha più fascino per le nuove generazioni. Sempre più precari, sempre più tasse, sempre meno soldi da spendere per il quotidiano e per la realizzazione personale. Risultato? Un Paese per vecchi. L'unica flebile speranza può essere data dal fatto che per forza di cose dovranno migliorare il sistema pensionistico, quindi la manovra in oggetto potrebbe essere una mossa per rimpinguare le "magre" casse dell'INPS e assicurare un futuro più dignitoso anche a chi è venuto al mondo durante il crollo del Sistema-Italia.

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Commenti
Maria Guerricchio
Maria Guerricchio

27 gennaio 2019 - 09:55:59

D'accordissimo con te anche se penso:mi fanno fare una vitaccia a 40anni e poi ho fiducia del miglioramento del sistema pensionistico? Sconfortante tutto

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