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Lo Stato offre un bonus di 300 euro alle mamme lavoratrici per baby sitter e asilo. Ma loro non lo sanno

Un bonus di 300 euro al mese per le mamme che lavorano da spendere in asilo o baby sitter. Molte donne, però, non lo sanno. L'iter per ottenere il bonus, inoltre, è molto complicato

Lavoro
Pubblicato il 18 giugno 2014, alle ore 18:36

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Lo Stato offre un bonus di 300 euro alle mamme lavoratrici per baby sitter e asilo. Ma loro non lo sanno

Lo Stato eroga un bonus di 300 euro al mese per le mamme lavoratrici, che hanno bisogno di una baby sitter o di mandare i figli all’asilo. Non tutti, però lo sanno.

I voucher sono stati introdotti dalla Legge Fornero, ma non ha avuto tanto successo dal momento che su 11 mila potenziali donne a poter usufruire di questo bonus, soltanto in tremila hanno fatto domanda. Probabilmente perché in pochi sono a conoscenza di questa possibilità.

La riforma del lavoro, che risale al giungo del 2012, prevede la possibilità di rinunciare al congedo parentale per avere invece un contributo di 300 euro al mese da spendere in servizi di asilo nido oppure per ingaggiare una baby sitter, che possa badare al proprio bambino durante la propria assenza.

Il perché del numero così esiguo di domande inoltrate risiede nella cattiva informazione e nel tempo estremamente ridotto per inviare le domande. Dall’1 al 10 luglio 2013, pochissimi giorni proprio durante i mesi più caldi dell’estate, durante i quali probabilmente molte donne non hanno avuto la possibilità di inoltrare la domanda.

Inoltre, la procedura non è delle più semplici. Infatti, per inviare la richiesta del bonus serve la dichiarazione ISEE, un asilo accreditato presso l’INPS ed una domanda da compilare direttamente online per la quale serve un Pin dispositivo che va richiesto prima della domanda. Un iter quindi estremamente complicato e soprattutto poco pubblicizzato, tanto che ad oggi sono tantissime le neomamme che non sanno di poter usufruire di questo bonus.

Si tratta, quindi, di una buona iniziativa, che però non è stata debitamente diffusa e soprattutto non rende facile la vita a chi ha intenzione di richiedere questo bonus. La speranza è che i fondi messi a disposizione possano essere utilizzati dalle tanti aventi diritto, con una procedura più semplice e con tempi meno stretti per la presentazione della domanda.

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