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Mascherine FFP2 consigliate a lavoro fino al 31 ottobre, si continua con lo smart working

Le mascherine FFP2 non saranno più obbligatorie a lavoro, a meno che non sia l'azienda stessa ad imporlo. Ecco la bozza del nuovo protocollo per la sicurezza dei dipendenti.

Lavoro
Pubblicato il 30 giugno 2022, alle ore 19:33

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Mascherine FFP2 consigliate a lavoro fino al 31 ottobre, si continua con lo smart working

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In tanti pensavano che con l’avvento del caldo ci si poteva sbarazzare definitivamente delle mascherine, soprattutto le FFP2, le più pesanti da indossare ma anche quelle che forniscono un grado di protezione superiore. Tuttavia non è così: mentre resta obbligatoria sui mezzi pubblici, a lavoro risulta essere caldamente consigliata almeno fino al 31 ottobre 2022. In particolare può tornare utile negli ambienti chiusi con tanti dipendenti o laddove non sia possibile tenere il distanziamento interpersonale di un metro. 

Questo è quanto afferma la nuova bozza del protocollo di aggiornamento per le misure di prevenzione e contenimento della diffusione del Covid-19. Essa sarà oggi discussa dai sindacati e dalle associazioni dei datori di lavoro con il Ministero del Lavoro e della Salute. 

Cade l’obbligo delle FFP2, ma restano consigliate in casi particolari

Qualora il protocollo venisse approvato, l’obbligo di indossare le FFP2 decadrebbe, e lo stesso vale anche per le classiche mascherine chirurgiche. Resterebbe tuttavia una forte raccomandazione a riguardo. Questa bozza sarà valida fino al 31 ottobre 2022. Il protocollo precedente invece poneva proprio l’obbligo di indossare le mascherine, almeno le chirurgiche, nell’ambiente di lavoro sia al chiuso che all’aperto. 

Come già successo fino ad oggi, però, poi saranno le singole aziende a regolare i comportamenti da tenere e dare un giro di vite. Potrebbero continuare a richiedere l’obbligo della mascherina per i dipendenti, e non solo. Insieme al medico competente potranno essere tracciati i soggetti più fragili per salvaguardare la loro salute fornendogli i dispositivi di protezione individuale. 

Proprio per questi ultimi, potrà essere possibile continuare in smart working laddove la mansione lo rende possibile. Si tratta di una misura per contrastare la diffusione del Covid-19 con i soggetti più a rischio e i lavoratori più fragili. La speranza è quella dopo il 31 ottobre di non incorrere in nuovi aumenti oltre le soglie, nella speranza di non tornare mai più a vedere delle regioni divise per colore. 

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Cosa ne pensa l’autore
Francesco Menna

Francesco Menna - Lo smart working è una santa cosa. Il lavoro in presenza, per alcuni aspetti, è meglio in quanto dal punto di vista umano è sempre bello poter scambiare due chiacchiere con i colleghi. Tuttavia laddove ci sono casi particolari lavorare da casa può aiutare enormemente la salute dei soggetti più fragili.

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