Sono settantamila i datori di lavoro che solo nel mese di febbraio hanno avanzato la richiesta per la decontribuzione, con la quale lo Stato riconosce loro un forte sconto sui contributi affinché provvedano all’assunzione a tempo indeterminato di una o più persone.
E’ la regola del nuovo contratto a tutele crescenti, messo in atto dalla legge di Stabilità del 2015 e che consente, a chi assume stabilmente nel corso di quest’anno, di non pagare i contributi previdenziali per tre anni e con un tetto massimo di 8.060 euro per ogni dipendente.
Ecco il commento del presidente dell’Inps Tito Boeri: “Settantaseimila richieste sono poche? Tante? In termini assoluti, e considerato il breve lasso di tempo (20 giorni) sono parecchie. Se non altro perché è probabile che il numero di lavoratori interessati sia più alto: ciascuna richiesta potrebbe riguardare più lavoratori. Con un ma: per il momento non è dato sapere quanti di questi nuovi dipendenti siano persone che le imprese intendono stabilizzare dopo un periodo più o meno lungo a tempo determinato, o in ogni caso legata a quella stessa impresa con un contratto precario”.
Secondo Boeri le prossime rilevazioni dell’Istat potranno mettere in evidenza quanti saranno realmente i soggetti assunti, anche se già il numero delle numerose richieste segnala una tendenza più che positiva. E Boeri ha promesso che a fine mese saranno resi noti i dati sulle assunzioni complessive per avere un’idea chiara. La conferma di questo provvedimento per il 2016 dipenderà dal successo che avrà lo sgravio, e se produrrà davvero occupazione visto il risparmio in termini di contributi.
Al momento la legge di stabilità lo tiene in considerazione solamente per quest’anno, e secondo il parere di alcuni esperti il provvedimento perde la sua efficacia proprio perché è temporaneo. Ma per trasformarlo in provvedimento permanente il governo deve trovare due miliardi di euro in più da mettere in bilancio.
E non sono certo pochi visto il bilancio presentato dal governo, che proprio quest’anno ha messo in conto un bonus Irpef strutturale complessivo di circa dieci miliardi di euro, una cifra molto consistente per permettere la possibilità di altri soldi in bilancio.