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Legge 104: ecco i giorni di permesso che spettano ai lavoratori part time

Con la legge 104, i lavoratori disabili e coloro che si prendono cura di un familiare disabile, possono richiedere dei giorni di permesso da lavoro. Ecco tutti i dettagli a riguardo.

Lavoro
Pubblicato il 10 agosto 2018, alle ore 12:02

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Legge 104: ecco i giorni di permesso che spettano ai lavoratori part time

Torniamo a parlare della famosa legge 104. Questa particolare legge consente sia ai lavoratori con disabilità, sia ai lavoratori con a carico un familiare disabile di usufruire di 3 giorni di permesso retribuiti al mese.

In particolare è valido anche per lavoratori che hanno sottoscritto un contratto part time. Nello specifico caso del part time verticale, ovvero per coloro che lavorano con orari full time, ma solo per alcuni giorni a settimana, i 3 giorni descritti dalla legge vengono rimodulati in base all’orario di lavoro, ma andiamo a vedere tutti i dettagli.

Legge 104: i giorni di permesso per i lavoratori part time e altre esenzioni

Per i lavoratori che hanno un contratto part time orizzontale, cioè lavorare tutti i giorni per mezza giornata, si ha sempre a disposizione i 3 giorni di permesso al mese, tuttavia saranno modificati gli orari di permesso, perché si va a considerare la mezza giornata anziché il lavoro full time.

Per i contratti part time verticali, i giorni di permesso, invece, vanno calcolati in base ai giorni lavorativi della settimana: i 3 giorni di permesso sono usufruibili quando il lavoratore esercita la professione per più del 50% dei giorni di lavoro ordinari.

Ad esempio, se i giorni lavorativi sono 5, bisogna recarsi a lavoro almeno 2 giorni e mezzo e così via. Con la legge 104, inoltre, si può anche avere diritto ad un bonus di 1900 euro per il familiare che si prende cura del disabile con più di 80 anni e se quest’ultimo non presenta reddito. Inoltre l’ ISEE del soggetto assistito non deve superare i 25 mila euro. Nel caso dell’acquisto di una vettura per il trasporto disabili, si ha anche diritto all’esenzione dal bollo e ad altre numerose esenzioni volte a migliorare la vita di coloro che hanno particolari difficoltà motorie.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesco Menna

Francesco Menna - È giusta la parte della norma che ribadisce il fatto che bisogna svolgere il 50% minimo del lavoro ordinario, altrimenti le aziende e le società avrebbero un sacco di dipendenti da pagare che svolgono un lavoro minimo. In questi casi, bisogna anche ragionare con la logica di chi deve portare avanti le aziende.

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