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Lavoro, il nuovo dossier dagli Usa: dopo i 40 anni si dimezzano le opportunità di assunzione

Secondo una ricerca condotta negli Stati Uniti, al crescere dell’età diventa sempre più difficile essere assunti. Ecco perché crollano le possibilità di ottenere un lavoro dipendente.

Lavoro
Pubblicato il 10 gennaio 2020, alle ore 13:11

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Lavoro, il nuovo dossier dagli Usa: dopo i 40 anni si dimezzano le opportunità di assunzione

Il fattore anagrafico sembra pesare in modo preponderante rispetto alle offerte di lavoro e alle possibilità di essere assunti anche in un Paese simbolo delle opportunità di carriera come gli Stati Uniti. È quanto emerge da una recente ricerca condotta dalla californiana Irvine University in merito alle discriminazioni praticate sui candidati da parte dei datori di lavoro. Nel documento di lavoro NBER/26623, i ricercatori hanno raccolto i dati di un blind test, rilevando evidenti pratiche discriminatorie.

In particolare, sebbene per legge l’età non deve risultare un fattore discriminante rispetto alla selezione di un candidato, secondo i risultati prodotti dalla ricerca una volta che il potenziale lavoratore ha superato i 40 anni le sue opportunità di assunzione crollano dal 46 fino al 65%. In molti casi, queste risultano quindi più che dimezzate, con conseguenze che è facile immaginare per chi purtroppo si trova a perdere il precedente posto di lavoro. Una prospettiva che durante le fasi di recessione e crisi economica può coinvolgere una parte importante della platea dei lavoratori.

Le evidenze dello studio e le conseguenze delle discriminazioni: cresce il lavoro autonomo in età avanzata

Stante la situazione appena descritta, per avere maggiori dettagli rispetto al fenomeno basta approfondire i risultati delle ricerche effettuate per comporre il dossier. I ricercatori hanno infatti osservato i dati riguardanti una catena di ristoranti americana verso la quale era stata intentata una causa per discriminazione.

Secondo quanto emerse dalle analisi svolte su circa 1.600 candidature, in un test compiuto con l’analisi dei CV senza l’evidenza del parametro anagrafico era emerso che gli over 40enni riuscivano ad ottenere generalmente risultati migliori rispetto alle controparti più giovani. Teoricamente dovevano quindi risultare avvantaggiati durante le successive fasi di selezione. Tutto ciò però non si concretizza nella realtà.

Infatti, una volta che i selezionatori venivano a conoscenza dell’età dei candidati, si orientavano verso persone più giovani. Un fenomeno che a quanto pare risulta diffuso capillarmente negli Stati Uniti, tanto che dopo la mezza età si registra un vero e proprio boom del lavoro autonomo. La necessità di reinventarsi ha caratterizzato la spinta all’imprenditorialità degli over 50, visto che una volta perso il lavoro diventa molto difficile trovare un nuovo impiego da dipendente. Tanto che, tra i 55 ed i 59 anni, il 25% degli americani svolge un’attività autonoma.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - I dati raccolti dalle ultime ricerche americane dimostrano che perdendo in età avanzata il proprio posto di lavoro diventa sempre più difficile reinserirsi, con la conseguenza di risultare troppo vecchi per ricostruire la propria carriera e troppo giovani per accedere alla pensione. Spesso l’unica vera soluzione consiste proprio nel lavoro autonomo, che però presenta precarietà e basse tutele difficili da conciliare con la necessità di maggiore sicurezza tipica dell’invecchiamento.

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