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Lavoro e realtà virtuale: il futuro è già qui

La realtà virtuale sta affermandosi come uno strumento estremamente utile anche nel mondo del lavoro, ed in un futuro molto prossimo il training e le assunzioni via web diventeranno la prassi in tutta Italia.

Lavoro
Pubblicato il 20 dicembre 2016, alle ore 17:34

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Lavoro e realtà virtuale: il futuro è già qui
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Il mondo del lavoro sta evolvendosi continuamente, ed ha fatto veri e propri passi avanti in ambito di specializzazioni e varietà dell’offerta dalla seconda Rivoluzione Industriale fino ad oggi. Tant’è che in un futuro prossimo potremo addirittura venire assunti, licenziati e formati unicamente per via telematica.

Un contesto del genere potrebbe apparire quasi surreale a molte persone anche oggi, a 2016 oramai quasi concluso; eppure ci sono determinati settori e zone nei quali il lavoro viene interamente gestito via web, ed i corsi di formazione via internet sono stati oramai sdoganati anche da molte aziende nostrane, su imbeccata dei futuristici apripista d’oltreoceano.

Un esempio? Nelle piattaforme petrolifere, il personale viene sottoposto a sessioni di training realizzate mediante lo sfruttamento della realtà virtuale da almeno due anni; si tratta dunque non di semplici dati snocciolati attraverso un computer, bensì di simulazioni vere e proprie che si svolgono però in un contesto interattivo puramente virtuale, senza consumarsi nella realtà concreta.

Di norma il lavoro svolto avviene in due fasi: la prima è principalmente teorica, e consiste nello studio di materiale didattico, mentre nella seconda subentra la VR (Virtual Reality) vera e propria, con tutti i supporti tecnici del caso, allo scopo di cristallizzare le nozioni di teoria e sperimentare in maniera interattiva quanto appreso.

Fino ad oggi uno scenario in cui la cultura del lavoro venisse trasmessa non più mediante la pratica, con il rischio di commettere errori capaci di compromettere il risultato finito e sprecare così risorse importanti, bensì tramite la realtà virtuale, era figlio di specifiche esigenze settoriali (come ad esempio nel caso dei simulatori di volo per gli aspiranti piloti) e pertanto circoscritto ad ambiti ristretti.

La situazione era figlia anche degli alti costi delle apparecchiature, che scoraggiavano l’adozione di questa metodologia per il training di impiegati ed operatori. Tuttavia ben presto la VR potrebbe letteralmente esplodere – in senso puramente metaforico s’intende – grazie alle innovazioni targate Samsung, GoogleMicrosoft.

In Germania questo futuro ha già fatto breccia nel mercato del lavoro e vi sono esempi, come la Deutsche Bahn, che hanno iniziato a sfruttare la realtà virtuale addirittura per simulare selezioni del personale, durante le quali il candidato si trova a “svolgere virtualmente” la mansione in questione sotto l’occhio critico dei selezionatori.

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Cosa ne pensa l’autore
Filippo Di Stefano

Filippo Di Stefano - Credo che il cambiamento verso la virtualità sia fisiologico ed in qualche modo auspicabile, proprio in virtù della mancanza di spreco di risorse garantito da strumenti del genere. D'altronde si tratta di sperimentazioni che hanno già dato ampie garanzie in vari ambiti, come per l'appunto nel caso dei simulatori di volo ma non solo: anche le agenzie spaziali fanno largo uso di simulazioni interattive per preparare gli astronauti alle missioni, certo non si può mandare una persona nello spazio con alle spalle solo nozioni teoriche, altrimenti ci andrebbero direttamente i fisici e non gli astronauti. Insomma, l'esperienza conta, e l'esperienza virtuale può avvicinare molto un lavoratore alla realtà che si troverà ad affrontare, permettendogli di sbagliare in condizioni di criticità simulate che altrimenti non perdonerebbero l'errore.

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