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Inps: aumentano contratti a tempo indeterminato e diminuiscono disoccupazione e precariato

Secondo i dati dell'Osservatorio Inps sul precariato sono in diminuzione i contratti a tempo determinato e le istanze di disoccupazione, mentre aumentano, invece, i contratti stabili. Il merito è imputato al Decreto Dignità, in essere dal 1° novembre 2018.

Lavoro
Pubblicato il 24 maggio 2019, alle ore 01:23

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Inps: aumentano contratti a tempo indeterminato e diminuiscono disoccupazione e precariato

I dati dell’Osservatorio sul precariato hanno evidenziato come la situazione lavorativa in Italia stia migliorando. La variazione netta dei contratti stabili, ovvero le assunzioni in aumento sulle cessazioni, è positiva per 241.147 contratti. Questi dati riguardano solo il primo trimestre dell’anno scorso. Nell’ultimo anno la media tra assunzioni e cessazioni mostra dati positivi: 351mila unità in aumento.

Nel primo trimestre del 2019 la tendenza sembra permanere sulla medesima linea guida: i contratti che passano dall’essere a tempo determinato a tempo indeterminato sono in aumento, per la precisione sono quasi raddoppiati. Diminuiscono, inoltre, i contratti da somministrazione e sembra, quindi, che il precariato sia in retrocessione.

Il primo trimestre del 2019 vede la sottoscrizione di contratti a tempo indeterminato in positivo di 48mila unità rispetto al medesimo periodo dell’anno pecedente. A marzo sono state inoltrate 105.066 istanze di disoccupazione, secondo i dati diffusi dall’Inps: circa 2.174 in meno rispetto al mese di marzo del 2018.

L’Osservatorio Inps sul precariato evidenzia come i contratti che sono passati dall’essere a tempo determinato a tempo indeterminato siano aumentati del 75,5%, mentre le assunzioni nel settore privato hanno subito un decremento del 9,3%. Rimangono stabili i contratti per prestazioni occasionali, con 19mila unità che risultano impiegate a titolo non continuativo, con una retribuzione media al di sotto dei 300 euro mensili.

Alcuni imputano gli effetti positivi di questa situazione al Decreto Dignità approvato a luglio 2018 ed entrato in vigore il 1° novembre dello stesso anno; è stato il primo decreto messo in essere dal governo giallo-verde. Tra i punti a favore del Decreto sussiste quello di avere limitato a 4 le proroghe per i contratti a termine, con una durata massima degli stessi di 24 mesi. Nel bimestre gennaio-febbraio sono stati incentivati 23.105 contratti: grazie alle assunzioni di giovani under 35 con contratti a tempo indeterminato, i datori di lavoro hanno beneficiato dell’esonero contributivo triennale.

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Cosa ne pensa l’autore
Samanta Scherini

Samanta Scherini - Una società che progredisce si basa soprattutto sulle possibilità che vengono offerte ai suoi componenti. Il lavoro è un diritto-dovere che deve essere garantito ad ogni cittadino, per permettere che egli collabori allo sviluppo della società e al raggiungimento dei propri obiettivi. Una legge che disciplini e regolamenti l'ambito dei contratti è necessaria per eliminare ogni forma di abuso sulla parte debole, ovvero il dipendente. Nel contempo è necessario garantire supporto ai proprietari di un'attività che decidono di assumere. La decisione di garantire loro la possibilità di avvalersi del beneficio che prevede l'esonero contributivo triennale per chi assume giovani under 35 a tempo indeterminato è senza dubbio una spinta alla nostra economia.

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