La meta del lavoro mobile e flessibile rimane, nonostante le promesse di sblocco e le agevolazioni di alcune parti che regolano il lavoro, una chimera. Ben otto lavoratori su dieci lo desiderano, ma per molti resta un sogno lontano, qualcosa di irraggiungibile, anche se grazie alla tecnologia tutto dovrebbe essere molto più facile. Infatti, tutti i dispositivi mobili come smartphone, tablet, phablet, notebook dovrebbero consentire di accedere al lavoro da qualsiasi luogo, senza limiti di residenza, al contrario di chi si sposta quotidianamente per recarsi in azienda.
La Citrix Italia a ContactLab ha fatto un’indagine sull’interesse nutrito dagli italiani sul lavoro mobile, esaminando le prospettive su un campione di 1.200 individui, che hanno rappresentato i lavoratori tra i 25 e i 54 anni e utenti regolari di Internet. Lo scopo dell’indagine è quello di capire la reale disponibilità delle persone verso le cosiddette forme di lavoro smart, e analizzarne pro e contro.
L’analisi, realizzata durante la Giornata del Lavoro Agile promossa dal Comune di Milano (25 marzo), ha dato come risultato che attualmente solo due lavoratori su dieci svolge un lavoro da casa o comunque distante dalla sede di lavoro. Inoltre, la disponibilità di un inserimento mobile in azienda è prevista in poche aziende italiane (meno del 10%), indipendentemente dalla mansione. Qualche novità si ha quando l’azienda richiede una soluzione flessibile, che si traduce nella ricerca da parte di un 32% disposto a trovare una soluzione. In totale, considerando entrambe le soluzioni, si arriva al 39% di aziende che offre la possibilità di un lavoro flessibile.
A richiedere lavoro in modalità flessibile è stato il 18%, mentre il 50% dei lavoratori sta sfruttando questa possibilità all’interno delle aziende dove il lavoro smart è realizzabile. In generale, il lavoro smart o agile è inteso come una possibilità per gestire meglio le necessità personali e familiari, e a ritenerlo tale è stato un 27% degli intervistati). Solo il 7% collega il lavoro smart ad esigenze di tipo lavorativo. I soggetti più adatti ad utilizzare questa formula sono i genitori con figli piccoli, per un totale del 62%, le donne, il 60%, e le mamme con bambini piccoli, il 59%.