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Il lavoro in Italia: divari che si ampliano sempre più

Ormai è nota a tutti la criticità del mondo del lavoro nel nostro Paese. Non sempre però si è consapevoli di come e in che misura questo fenomeno si stia modificando e quali siano le situazioni più a rischio.

Lavoro
Pubblicato il 30 aprile 2018, alle ore 17:10

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Il lavoro in Italia: divari che si ampliano sempre più

Vivere per lavorare o lavorare per vivere…“: così recita la canzone “Una Vita in Vacanza” del gruppo Lo Stato Sociale ed è proprio questo uno dei problemi più cruciali, o meglio il più cruciale, della nostra epoca, ovvero trovare un lavoro nella nostra bella Italia, dove la situazione è ormai da anni in bilico. Il fatto che corrisponda ai nostri desideri nella maggior parte dei casi passa in secondo piano.

La differenza fondamentale che si nota tra le varie regioni va ricondotto al divario tra Nord e Sud del Paese, sempre più profondo. Dagli anni ’70 ad oggi questa distanza è passata da 3 punti a 18 punti percentuali. Nel Meridione poco più di un uomo su due lavora e inoltre il loro tasso di occupazione è minore di quello delle donne al Nord. In questi 40 anni le donne del Sud hanno raddoppiato la distanza nell’occupazione che le separa da quelle del Nord: l’occupazione di quest’ultime è cresciuta di circa 20 punti percentuali  contro i soli 6 punti registrati al Sud.

In ogni caso, guardando ad un quadro generale, la situazione lavorativa femminile è peggiorata: il part time involontario è aumentato, sono cresciute le professioni non qualificate e sono diminuite quelle tecniche, la conciliazione dei tempi di vita è diventata sempre più difficile e di conseguenza l’interruzione del lavoro a seguito della nascita dei figli è cresciuta.

Un altro parametro da considerare sono i giovani tra i 25 e i 34 anni, i quali sono stati la categoria esposta ai maggiori rischi e in cui non si è ancora potuto constatare un recupero evidente. Sono sempre in minor numero e sempre meno presenti sul mercato del lavoro, sono sottoposti a peggiori condizioni lavorative, maggiore precarietà e salari più bassi. Ciò è vero al Nord, ma soprattutto al Sud: in 20 anni i giovani maschi del Sud hanno aggiunto una distanza di 30 punti percentuali dai loro coetanei al Nord mentre per le femmine questo divario si amplia poichè al Sud il loro tasso di occupazione è ormai la metà di quello delle coetanee settentrionali.

La consapevolezza di tutto ciò che sta accadendo in Italia è fondamentale al fine di prendere provvedimenti prima di mettere a rischio la sostenibilità sociale del Paese.

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Cosa ne pensa l’autore
Sabina Comba

Sabina Comba - Il lavoro naviga in un contesto variegato in cui aumentano le distanze: tra Nord e Sud, tra uomini e donne, tra i meno e i più giovani. Forse solo limitando queste differenze e creando quindi una base lavorativa comune e omogenea si potrà mai porre fine a questa situazione di instabilità.

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