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Crocetta e Scilabra: il piano per la nuova formazione

Stabilito il piano della nuova formazione. Rosario Crocetta e Nelli Scilabra lo hanno redatto con un budget di 150 milioni di euro invece che di 280 come era prima, per evitare gli sprechi

Lavoro
Pubblicato il 23 giugno 2014, alle ore 15:19

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Crocetta e Scilabra: il piano per la nuova formazione

Il piano per la nuova formazione presentato da Crocetta e Scilabra prevede un investimento di circa 150 milioni invece dei 280 degli anni scorsi. Il budget sarà sufficiente perché è stato messo a punto un sistema nuovo, che va a cambiare radicalmente un settore che ha visto numerosi sprechi. Saranno fatti dai consorzi nascenti dei Comuni i bandi per gestire l’offerta formativa, che si baserà sulle tracce e indicazioni fornite dalle industrie e dal mondo del lavoro. 

I vecchi enti saranno affiancati dalle aziende e dalle scuole, ma anche dalle università, mettendo in atto un sistema che prevede lezioni teoriche e stage in azienda. I giovani finanzieranno i pacchetti tramite un voucher di 4 mila euro, assegnato ad ogni ragazzo in base a un bando annuale e che andrà a finanziare i vari enti e le aziende. I ragazzi che frequentano i corsi non verranno più retribuiti, e il personale verrà ridotto di circa un migliaio di unità.Molti saranno i prepensionamenti e i tagli al personale assunto irregolarmente, con una sferzata per i contratti annuali. La novità è anche in questo: i nuovi contratti saranno al massimo annuali, esattamente come è previsto per i precari della scuola.

Crocetta ha anche aggiunto che il piano formativo verrà concordato ogni anno con scuole, aziende e camere di commercio, e i corsi saranno gestiti da tutti gli enti. Crocetta ricorda che “la Regione non sarà più gestore della formazione. Interverremo solo nella selezione dell’offerta e degli enti che potranno svolgere i corsi. La grossa novità sono le imprese coinvolte: saranno enti formatori che garantiranno l’apprendistato. I giovani si avvicineranno a loro spendendo il voucher”.

La Regione avrà il compito di vigilare e controllare sull’operato, mentre sarà la giunta ad approvare il piano della formazione professionale (PRIF), di durata triennale, finanziato con fondi dell’Ue, nazionali e regionali. Il decreto prevede inoltre due elenchi separati di formatori, che vedrà il personale che oggi opera negli enti inserito in una sezione speciale ad esaurimento. Da questa sezione, gli enti accreditati dovranno attingere informazioni per svolgere i corsi; parallelamente, si affiancherà un altro elenco da cui si attingerà per scegliere i formatori. Costoro saranno scelti in base ai titoli, che andranno a comporre la graduatoria.  

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