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Violenza nelle scuole, nuova piaga sociale: come riconoscere un cattivo insegnante

Per i genitori la violenza nelle scuole è diventato un incubo. Spesso ci si domanda come riconoscere i segnali di un figlio costretto a subire angherie e come capire se si è davanti ad un cattivo insegnate. Ecco le linee guida da seguire.

Scuola e Istruzione
Pubblicato il 22 gennaio 2019, alle ore 19:52

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Violenza nelle scuole, nuova piaga sociale: come riconoscere un cattivo insegnante

Il compito degli insegnanti è educare l’allievo, attraverso i suoi insegnamenti si formano gli adulti di domani. L’insegnante, sia esso di asilo che di istituti superiori, attraverso la sua formazione accademica trasmette agli allievi gli strumenti e i valori che costituiranno le basi per le nuove generazioni, come ad esempio il senso civico. Scegliere di diventare un insegnante è una grande responsabilità, in nessun testo scolastico viene specificato quale è il metodo giusto per lasciare ai propri alunni degli insegnamenti positivi.

Ma questo lavoro dovrebbe essere mosso da grande passione forza di volontà; solo in questo modo l’insegnante può entrare in sintonia con i bambini ed indirizzarli nella maniera più corretta ad un giusto apprendimento scolastico. Spesso la scelta di fare l’insegnante è un ripiego dovuto alla ricerca di una stabilità economica. Proprio questa motivazione trasforma la scuola in un campo di battaglia con la continua lotta contro i bulli e contro gli operatori scolastici inadeguati.

Gli atteggiamenti di un pessimo insegnante

Ci sono degli atteggiamenti che se perpetrati dagli insegnanti sono un chiaro campanello di allarme. Il primo comportamento assolutamente scorretto è denigrare i propri allievi. Alcuni studiosi dichiarano che spesso un insegnate che compie questi atti è stato a sua volta vittima dello stesso trattamento, oppure ha avuto problemi con le figure genitoriali; in ogni caso non esiste una scusa che possa giustificare tali comportamenti. Un insegnante che denigra un alunno lede la sua autostima, intaccando la sua stabilità emotiva e la sua serenità e ciò può sfociare in un vero e proprio trauma che inciderà sulle prospettive future dello studente.

Se un insegnante trasforma le lezioni in una pantomima inconcludente, senza documentarsi e renderle interessanti, renderà l’apprendimento scolastico noioso ed infruttuoso. Bisogna prestare molta attenzione quando un insegnante ha manie di onnipotenza, poichè in alcuni casi il docente, per via del ruolo che ricopre, crede di sapere tutto e di dover avere sempre l’ultima parola poichè si ritiene culturalmente superiore alla media.

Attenzione se il docente non riconosce i meriti degli allievi, poichè uno dei grandi insegnamenti che si ottiene attraverso l’esperienza della docenza è la consapevolezza che non si finisce mai di imparare, ogni studente porta con sè un bagaglio culturale che bisogna coltivare e non bisogna mai svalutare le azioni positive compiute dagli studenti.

Altri atteggiamenti a cui bisogna prestare attenzione sono l’improvviso e repentino cambiamento nel comportamento dei bambini, siano essi negli asili o nelle scuole. Se un bambino è sempre andato volentieri a scuola ed improvvisamente si trova a non volerci più andare, esprimendo questo suo disagio attraverso pianti oppure con nausee mattutine e questo si ripete costantemente e magari sempre in concomitanza alla presenza dello stesso insegnante, bisogna cercare di parlare col bambino e di capirne il motivo.

Anche se un bambino che non è mai stato violento improvvisamente tende a risolvere i conflitti con la violenza, bisogna porsi la domanda “dove ha imparato questo metodo di risoluzione?” Poiché spesso i bambini non mettono in pratica quanto viene loro detto, ma piuttosto quello che vedono fare. Un esempio: un bambino della scuola materna improvvisamente inizia a risolvere i conflitti utilizzando la violenza,a non farne uso. Se la creatura vede nel suo ambiente che qualcuno risolve i conflitti in quella maniera senza essere rimproverato, assimila che quello è il metodo giusto e quindi lo mette in atto.

È importante sottolineare che è quasi impossibile che un individuo metta in atto tutti questi atteggiamenti, anche se esistono i casi estremi. Nella maggior parte dei casi i docenti sono delle persone sagge che riescono a guidare i nostri figli e riescono ad affrontare con grande spirito uno dei misteri più complicati in assoluto. Ciò non toglie che negli ultimi anni si siano verificati sempre più casi di maltrattamenti all’interno di scuole elementari, materne e nidi e quindi i genitori sono preoccupati ed allarmati che possa accadere anche ai loro figli. Alcuni psicologi si rivolgono ai genitori dicendo loro che se sospettano qualcosa non devono temere di fare una segnalazione, saranno poi gli inquirenti a verificare se i sospetti siano fondati o meno.

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Cosa ne pensa l’autore
Daniela Marella

Daniela Marella - Da insegnante capisco e comprendo la paura dei genitori. Purtroppo è inevitabile ed innegabile che ci siano degli educatore e insegnanti che fanno questo lavoro non per passione ma per soldi ed è proprio questo che li rende pericolosi. Personalmente ritengo che dovrebbe essere modificato il metodo di assunzione dei docenti, che dovrebbe essere imposta una valutazione psicologica ed dovrebbe essere accantonata per sempre la tecnica della raccomandazione, sostituendola con quella dell'idoneità e delle capacità.

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Commenti
Daniele Quintavalle
Daniele Quintavalle

28 gennaio 2019 - 17:56:12

io dico che questa caccia alle streghe nei confronti delle insegnanti dovrebbe finire. E' chiaro che esistano, come in ogni luogo di lavoro, insegnanti capaci e non; questo non significa che ogni volta che il proprio figlio/a piange prima di andare a scuola è perché subisce maltrattamenti psicologici o fisici (a tal proposito consiglio la lettura del libro "Uffa la scuola"). Insomma, io da educatore di nido vedo ormai da diversi anni più insegnanti maltrattati che bambini, senza per questo negare che ci possano essere (sopratutto in realtà piccole) casi di insegnanti frustrati e violenti.

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