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Veneto: maestre senza laurea a casa, 500 le licenziate

Le insegnanti senza laurea in Scienze della formazione primaria tornano al precariato, questa è la sentenza del Consiglio di Stato. Altre 1300 maestre sono a rischio nei prossimi mesi.

Scuola e Istruzione
Pubblicato il 27 agosto 2019, alle ore 18:29

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Veneto: maestre senza laurea a casa, 500 le licenziate

Niente laurea, niente lavoro per le maestre, 500 sono già state licenziate e si prevede che altre 1300, per i prossimi mesi, sono a rischio. Sono le maestre abilitate a insegnare con diploma magistrale, molte di esse hanno anche la laurea, ma non in Scienze della formazione primaria, non necessaria, fino al 2001, per un posto fisso nella scuola.

Le maestre senza laurea, mentre l’assegnazione delle cattedre è in piena attività, potrebbero ricevere la lettera di licenziamento. Attualmente ci sono circa 7800 posti vacanti che andranno a supplenti.

Diploma magistrale: carta straccia?

Le maestre senza laurea, nel Veneto, sono 7000. Da anni queste insegnanti sono state chiamate a svolgere lavoro di supplenza nelle scuole primarie e dell’infanzia, spesso hanno coperto i buchi di organico. Circa 1800 di queste insegnanti, dopo aver insegnato per anni, hanno fatto ricorso, chiedendo l’assunzione a tempo indeterminato. Il posto l’hanno ottenuto ma con riserva, in attesa del parere del Consiglio di Stato per ciascuna di esse.

A luglio sono partite le prime sentenze: la richiesta di 500 maestre ha avuto esito negativo, resa nota con una lettera di licenziamento. Una di queste, Anna Paola Baron, insegnante da 34 anni ha raccontato l’esperienza delle supplenze e il ricorso per avere un posto fisso, finalmente ha riferito “tre anni fa sono stata assunta all’Istituto comprensivo Daniele Manin di Cavallino Treporti. Ma è luglio mi è arrivata la lettera di licenziamento, una e-mail ricevuta mentre ero in spiaggia“.

Per l’insegnante, e per tutte quelle nella sua stessa situazione, non resta far altro che attendere di essere chiamata per le supplenze. In questo momento non le è stata riconosciuta nemmeno l’indennità di disoccupazione e non è stata inserita nelle graduatorie d’istituto per le supplenze. Anna Paola Baron non sa se avrà una classe a settembre. La speranza di queste maestre è di essere inserite nelle graduatorie di seconda fascia, una volta terminate le Graduatorie a esaurimento per ottenere il posto in ruolo, le scuole faranno riferimento a questo elenco per completare l’organico.

Le 1300 insegnanti che ancora non sono state licenziate, con molta probabilità lo saranno entro l’anno ha spiegato Sandra Biolo, segretario regionale di Cisl Scuola sottolineando che “tra disposizioni poco chiare del Miur e sentenze che stravolgono la norma, non si è risolta una situazione in ballo da tempo. Queste maestre torneranno precarie, con grossi disagi per loro e per gli alunni”. Di fatto una precaria costa meno di un insegnante di ruolo e il segretario regionale Snals, Daniela Amanzi, riferisce che “A causa della crisi di governo, non è ancora stato firmato il decreto salva-precari, che avrebbe sbloccato i concorsi per l’immissione in ruolo”. Si potrebbe così spiegare come mai il concorso straordinario di primavera indetto dal Miur, finalizzato all’assunzione abbia avuto esito positivo solo per un’ottantina di maestre.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che gli aggiornamenti obbligatori e l'esperienza nell'aver cresciuto generazioni di ragazzi, il confronto con il corpo docente e con i genitori, abbiano formato - oltre il diploma magistrale - le insegnanti in questione. Io ritengo che le insegnanti che hanno ottenuto un posto fisso dovrebbero mantenerlo fino alla pensione, salvo altre questioni personali.

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