Trieste, progetto all’asilo per la “parità di genere”, genitori in rivolta

Il progetto si chiama "il gioco del rispetto": un cambio di genere in cui i maschietti diventano streghe, le femminucce cavalieri. Secondo i sostenitori così si combattono gli stereotipi, ma i genitori si ribellano e il progetto sarà discusso al governo

Trieste, progetto all’asilo per la “parità di genere”, genitori in rivolta

La nuova attività che si sta cercando di portare avanti nelle scuole d’infanzia di Trieste ha suscitato polemiche e controversie, fino a provocare degli interrogativi parlamentari. Il fatto di disegnare un papà mentre stira una camicia e fa il casalingo, o una mamma con una chiave inglese a fare l’idraulica non è piaciuto a molti e la polemica è esplosa con la rivolta di molti genitori che non approvano l’iniziativa del progetto ludico-educativo “Pari o dispari, il gioco del rispetto”, che consentirà anche agli insegnanti dell’asilo di filmare le attività.

Il progetto propone un cambiamento di atteggiamenti sul tema del genere e delle pari opportunità, scaturito dalla convinzione che il cambiamento culturale abbia inizio con la formazione delle nuove generazioni. Il progetto, dopo una prima fase sperimentale, partirà fra qualche settimana in 45 classi. Anche la diocesi si è pronunciata così: “È il tentativo, occultato ma evidente, non tanto di insegnare il rispetto tra persone, ma d’indurre la nota ideologia del gender”.

Per iniziare il progetto sarà distribuito un kit con i giochi, che prevede nella parte iniziale delle domande alle maestre tipo:“Quanto è diffuso l’uso del rosa, fucsia, blu e nero?“, oppure “Capita che i maschi provino travestimenti?“, mentre ai piccoli sarà chiesto: “Come si può distinguere un bambino o una bambina? C’è qualcosa che non è permesso indossare?”. Un modo per capire le differenze tra i generi e scoprire le diversità con i loro nomi.

Hanno così inizio i giochi che prevedono la trasformazione in personaggi di fantasia e alla fine permettono di esplorare i corpi dei compagni alla scoperta delle differenze di genere che li caratterizzano, in particolare nell’area genitale.

Durante il gioco “se fossi” i bambini i dovrebbero indossare costumi diversi dal genere a cui appartengono, e questa ultima parte del gioco ha scatenato una vera rivolta tra i genitori. Benedetta Gargiulo, l’esperta che ha curato i contenuti creativi, ha tenuto a precisare: “Non facciamo educazione sessuale, né invitiamo a toccarsi le parti intime”, ma intanto la questione sarà discussa dal governo tra Forza Italia, con la deputata Sandra Savino, Giorgia Meloni di FdI e Massimiliano Fedriga della Lega.

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