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Milano

Trattamento dell’autismo a scuola. La stanza magica: il progetto “LudoMi” e la tecnologia “Magika”

Due scuole della periferia di Milano hanno aderito al progetto LudoMi. La stanza magica ha l'obiettivo di stimolare i 5 sensi e favorire l’apprendimento e l’interazione degli alunni con disabilità e disturbi cognitivi, tra cui l’autismo.

Scuola e Istruzione
Pubblicato il 5 aprile 2019, alle ore 09:22

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Trattamento dell’autismo a scuola. La stanza magica: il progetto “LudoMi” e la tecnologia “Magika”

Le scuole sono predisposte per avere, oltre le classiche aule dove si svolgono le lezioni, anche delle stanze speciali dove i bambini e i ragazzi con particolari esigenze possono essere seguiti individualmente e in modo più specifico. 

Nelle periferie di Milano, in modo particolare, sono state ridotte le ore di affiancamento dell’insegnante di sostegno nelle scuole dell’obbligo e mancano centri di assistenza. Per questo motivo, il progetto LudoMi vuole in qualche modo aiutare a colmare questo divario. 

Il progetto 

Due scuole di Cornaredo, Milano, hanno aderito al progetto LudoMi, una ludoteca tecnologica e multisensoriale dedicata ai bambini con disabilità e disturbi cognitivi. 

Al suo interno si usa la tecnologia ”Magika” sviluppata dal Politecnico di Milano con la collaborazione di più dipartimenti: Elettronica, Meccanica, Bioingegneria e Ingegneria Chimica, Chimica, Materiali, Informazione e Design; il progetto è cofinanziato da Polisocial, un programma sociale dello stesso ateneo. Partners del progetto sono diverse associazioni e Onlus tra cui Sercop, la Fondazione “Dopo di Noi” e l’Associazione Abaco Genitori. L’Abilità Onlus, Fraternità e Amicizia Onlus.

La stanza magica

Nelle stanze adibite ai giochi e alla psicomotricità, nelle scuole e nelle ludoteche, si trovano solitamente giocattoli, pupazzi, palline, cerchi e materassini. Il progetto sperimentale LudoMi, abbinato alla tecnologia Magika, invece, sfrutta la realtà aumentata, virtuale e naturale per aiutare e facilitare i bambini con bisogni educativi speciali. Qui, infatti, anche gli oggetti e i giochi tradizionali possono interagire con chi li usa. 

All’interno della stanza magica si entra in un luogo dove luci, suoni, musiche, odori e materiali tecnologici ed innovativi hanno l’obiettivo di stimolare i 5 sensi. In questo modo, si vuole favorire l’apprendimento, l’interazione e le risposte a stimoli degli alunni con disabilità e disturbi cognitivi, tra cui proprio l’autismo. 

Qui, infatti, i bambini e i ragazzi possono giocare e apprendere grazie a strumenti tecnologici e a software sensoriali che possono essere gestiti. Le attività, da svolgere individualmente o in gruppo, possono essere programmate e controllate digitalmente, ma soprattutto personalizzate e modificate, attraverso i gesti e il movimento del corpo. Queste stanze, infatti, cambiano aspetto, in base al gioco scelto; la loro interazione permette, infatti, di fare apparire immagini, ascoltare musiche e suoni, percepire odori differenti.Compito degli insegnanti o dei terapeutici che si prendono cura di questi ragazzi è controllare e personalizzare il gioco in base alle necessità e agli obiettivi da raggiungere.

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Cosa ne pensa l’autore
Giovanna Barone

Giovanna Barone - Trovo il progetto davvero interessante, importante e valido. L'autismo richiede conoscenza e competenza su più fronti prima di operare. Mi auguro che stanze magiche siano presto predisposte anche in altri contesti, oltre alle scuole. Ancora una volta il lavoro di gruppo, la ricerca, l'iniziativa e la tecnologia si dimostrano vincenti in ambito scolastico, medico, sociale e relazionale.

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Commenti
Giulia Bini
Giulia Bini

06 aprile 2019 - 16:34:41

Peccato che le scuole che abbiano aderito a questo progetto siano soltanto due! I soggetti autistici hanno una percezione sensoriale spesso molto più intensa della percezione generale...mi piacerebbe davvero vedere la reazione davanti a questa stanza magica.Tutto puo' accadere:dal pianto all'entusiasmo,dallo stupore alla paura! Sarei curiosa di sapere se è prevista una interrelazione con gli altri bambini in queste stanze,così da non renderle solo le stanze magiche dei bimbi malati! Bello il progetto di fare sognare questi ragazzi,di trasportali in modo guidato in un mondo fantastico per scoprire la realtà,percorso che loro fanno costantemente ma in modo del tutto istintivo e casuale e di conseguenza spesso confuso e traumatizzante.Buon lavoro!

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