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Torino

Torino, studenti organizzano mostra di foto sulle "mostruosità" della scuola

A Torino domani si svolgerà una curiosa manifestazione artistica: la scuola verrà messa alla berlina dagli studenti grazie alla GAM, una galleria d'arte delle "mostruosità" allestita di fronte al Comune.

Scuola e Istruzione
Pubblicato il 20 dicembre 2016, alle ore 18:11

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Torino, studenti organizzano mostra di foto sulle "mostruosità" della scuola
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Ma quale buona scuola? E’ questo l’interrogativo che si sono posti molti studenti di Torino, prendendo come spunto il suggestivo nome dato al piano di riforme dell’istruzione inaugurato dal Governo Renzi. Tra ponteggi “ripetenti” capaci di durare interi anni scolastici, aule ridotte in condizioni di semi inagibilità, bagni distrutti, crepe nei muri e quant’altro, diverse scuole del capoluogo piemontese non possono dirsi esattamente a norma.

Pertanto gli studenti del collettivo Last-Laboratorio Studentesco hanno organizzato un’iniziativa originale per mettere il Comune dinanzi al problema: realizzare una mostra fotografica denominata GAM, acronimo di Galleria d’Arte Mostruosa (in contrapposizione alla ben più nota “Galleria d’Arte Moderna“), da esibire proprio dinanzi alla facciata degli uffici della giunta locale.

Lo scopo è ovviamente quello di raccontare attraverso la potenza delle immagini lo stato di degrado ed abbandono di alcuni istituti, e le testimonianze per rendere questo progetto una realtà concreta non sono certo mancate: i fautori dell’iniziativa hanno infatti ricevuto numerose fotografie da parte di studenti delle scuole superiori di Torino e provincia, ritraenti proprio situazioni di ordinaria decadenza che coinvolgono gli istituti da loro stessi frequentati.

La mostra contro la scuola – intesa come istituzione – sempre più trascurata andrà in scena nella giornata di domani davanti al Comune, al posto della tradizionale festa di Natale. “Vogliamo dare una dimostrazione concreta di quelli che sono i nostri problemi ogni giorno, non vogliamo che passi solo un generico messaggio di protesta. Vogliamo risposte concrete alle nostre segnalazioni” ha affermato Edoardo Sturniolo, portavoce del Last.

Le immagini d’altronde parlano chiaro, ed è quantomai opportuno che le istituzioni rispondano “presente e forniscano le dovute certezze a generazioni che oggi vedono cadere a pezzi quegli stessi ambienti nei quali dovrebbe essere formato il loro futuro. “Pensiamo ai tanti laboratori e spazi didattici inagibili – ha continuato Sturnioloma anche alle crepe che evidenziano problemi strutturali negli edifici, spuntoni non protetti nei corridoi, cavi elettrici scoperti e numerosi altri pericoli”.

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Cosa ne pensa l’autore
Filippo Di Stefano

Filippo Di Stefano - La trovo un'iniziativa fantastica, frutto non soltanto di un'ondata di sdegno e di protesta, come sottolineato dal portavoce del Last, bensì di un'effettiva necessità di risposte e chiarimenti. Mostrare è solo il primo passo verso il miglioramento, sarà necessario che il Comune si adoperi per mettere fine a situazioni di disagio così lapalissiane e pericolose per l'incolumità degli studenti stessi. D'altronde non è il massimo andare in scuole piene di crepe, coi soffitti distrutti e quant'altro, e la possibilità che ci si faccia male a causa della mancanza di manutenzione.

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