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Si torna a scuola: una buona parte dell’Italia entra in zona gialla

Da lunedì 1 febbraio in molte regioni italiane si tornerà, in parte, alla didattica in presenza. La domanda più legittima da farsi ora è: è stato fatto davvero qualcosa di concreto per assicurare la sicurezza di alunni, docenti e personale scolastico?

Scuola e Istruzione
Pubblicato il 31 gennaio 2021, alle ore 23:05

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Si torna a scuola: una buona parte dell’Italia entra in zona gialla

Da domani, lunedì 1 febbraio, alcune regioni d’Italia come Veneto ed Emilia Romagna entreranno in zona gialla. Zona gialla significa sicuramente più libertà, ma non maggiore incoscienza. Il governatore della regione Veneto Luca Zaia dichiara: “Ma ora ci vuole consapevolezza, viviamo il ritorno in giallo con responsabilità perché lo scenario potrebbe ricambiare”.

Zona gialla significa anche ritorno alla didattica in presenza, o almeno in parte. Infatti da domani migliaia di studenti torneranno ad occupare i banchi, con le rotelle o senza, nelle loro amate e odiate aule. Le lezioni presenziali saranno però solo al 50%, l’altra metà verrà svolta in DAD (didattica a distanza) da casa.

Le scuole si sono organizzate in maniere diverse a seconda delle esigenze: ci saranno alunni che si recheranno a scuola a settimane alternate, mentre altri che all’interno di una settimana trascorreranno tre giorni a casa e due a scuola (o viceversa). Gli istituti hanno inoltre cercato di adottare soluzioni adeguate per scaglionare gli orari di entrata dei ragazzi, ritardando per esempio l’ingresso a scuola di alcune classi, e anticipandone altri. Tutto questo ovviamente per evitare di creare assembramenti davanti alle scuole.

Oggettivamente però il problema della didattica in presenza con il Coronavirus non sono state le scuole di per sé, bensì i mezzi con cui si arrivava a queste. A settembre, iniziato l’anno scolastico 2020/2021, il risultato del rientro a scuola era stato un elevato aumento del numero dei contagi, scenario possibile naturalmente anche per le prossime settimane.

Molti studenti lamentano il fatto che i mezzi pubblici alla mattina siano estremamente sovraffollati, rendendo quindi difficile il distanziamento: ricordiamo che non ci sono solo studenti che utilizzano i mezzi di trasporto alle 8 di mattina. Tuttavia questo problema dovrebbe essere, se non completamente risolto, almeno in parte alleggerito dalle entrate scaglionate, che permettono quindi anche una minore affluenza sugli autobus, i treni e le metro. È giusto anche ricordare che in alcuni casi le corse dei mezzi dei servizi pubblici sono state eliminate o diminuite, mettendo in difficoltà parecchi giovani e non.

Staremo a vedere come la situazione si evolverà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, sperando vada tutto per il meglio, e auguriamo buona fortuna ai ragazzi che tornano a scuola!

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Cosa ne pensa l’autore
Sara Gagliardi

Sara Gagliardi - Nonostante le proteste avvenute da parte di alcuni studenti per tornare alle classiche lezioni in presenza, c'è anche una buona fetta di studenti che invece preferisce seguire le lezioni da casa. Entrambe le opzioni hanno ovviamente pro e contro sia dall'aspetto sanitario sia da quello umano! Da maturata 2020 credo che la DAD non potrà mai, dal punto di vista umano e psicologico, sostituire una lezione in classe. Tra quei banchi si creano ricordi indelebili, tra una risata con il/la compagno/a e uno snack mangiato di nascosto dall'insegnante.

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