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Scuola, 13 mila cattedre vuote da settembre: mancano 7.647 docenti di sostegno

Dal mese di settembre inizierà il nuovo anno scolastico. La continuità didattica non verrà garantita agli alunni di molti istituti. Molti docenti saranno ancora precari.

Scuola e Istruzione
Pubblicato il 29 agosto 2019, alle ore 11:49

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Scuola, 13 mila cattedre vuote da settembre: mancano 7.647 docenti di sostegno

Le parole di Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia sulla situazione della scuola fanno riflettere. Il politico si è espresso sulla penuria di docenti, incredibile ma vero. A pochi giorni dall’avvio dell’anno scolastico 2019/2020 la situazione ha dell’incredibile. Attilio Fontana ha scritto sul social network Facebook quanto segue: “A settembre 13 mila cattedre, a tempo indeterminato, rimarranno scoperte in Lombardia. Comprendo bene la difficoltà di chi dal Sud dovrebbe trasferirsi. Proprio per questo, nella nostra proposta di Autonomia avevamo previsto un’integrazione degli stipendi, che tenesse conto del costo della vita e delle differenze tra i territori.Se il Movimento 5 Stelle non ci avesse messo i bastoni tra le ruote, i nostri ragazzi avrebbero potuto iniziare l’anno scolastico senza le difficoltà a cui, invece, andranno incontro”.

Le parole espresse dal presidente della Regione Lombardia mostrano uno scenario preoccupante: 13 mila cattedre a tempo indeterminato rimarranno vuote. Questo significa che gli studenti non avranno la possibilità di contare sulla continuità didattica che la presenza di un insegnante assunto regolarmente potrebbe dare loro.Attilio Fontana asserisce di capire le difficoltà che deve sostenere un insegnare del Sud che si trasferisce al Nord. Il costo della vita è totalmente diverso, si stima che il divario possa, in alcuni casi, essere pari al 100%.

Per questo la proposta che era stata avanzata era quella di tenere in considerazione l’erogazione di un’integrazione salariale. Lo stesso Pd aveva avanzato l’ipotesi di maggiorare le retribuzioni degli insegnanti che si trovano a lavorano in contesti socio-culturali difficili come le periferie nelle scuole a rischio, dove i livelli di dispersione e abbandono sono molto più elevati.

I dati forniti dalla sindacalista Silvana Milione mostrano uno scenario preoccupante, dal mese di settembre in Lombardia le cattedre vuote sarebbero presenti nelle seguenti discipline e nelle scuole:

  • Scuole medie: le cattedre vuote saranno circa 2.609. Gli stessi sono così ripartiti: 826 sono i posti vuoti in Matematica e ben 987 in italiano;
  • Scuole superiori: in totale i posti vacanti sono 3.655. Gli stessi sono così ripartiti: informatica 33 e 407 di italiano;
  • Docenti su Sostegno: le cattedre vuote saranno circa 7.647;
  • le altre figure delle quali sussiste scarsità di personale sono le seguenti: direttori dei servizi amministrativi, 621 istituti in Lombardia ne hanno carenza. A breve saranno nominati i presidi per i 367 istituti ancora in attesa. Sono necessari ancora 1.829 figure da inserire con la mansione di personale tecnico e amministrativo.

Nell’anno scolastico 2018/2019 le supplenze sono state circa 150 mila, si stima che con l’anno scolastico che inizierà a breve i precari aumenteranno di oltre il 13%.  Una situazione che. invece di essere sanata, continua a ripetersi con effetti sempre più nefasti. A dispetto di quanto il governo ha asserito di volere fare, i risultati tardono a manifestarsi.

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Cosa ne pensa l’autore
Samanta Scherini

Samanta Scherini - Non si capisce come sia possibile un parallelismo del genere: da un lato un numero sempre più alto di precari, che cresce giorno dopo giorno. Un numero sempre più alto di lavoratori della scuola, mai assunti con un contratto stabile. Lavoratori che da anni operano nel comparto scuola e che rischiano di trovarsi senza un'occupazione poiché non ritenuti più idonei. Dall'altro un numero di cattedre vuole che cresce sempre più. Si genera così lo spettro del precariato alimentato da supplenze che, invece di diminuire, crescono di anno in anno.

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