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Scuola: 100% in presenza difficile da pensare, prepararsi per settembre con piani di recupero

Difficile pensare al rientro a scuola al 100%. Le aule sono piccole. Piuttosto è necessario monitorare le diverse situazioni e prevedere un piano recupero a settembre su carenze.

Scuola e Istruzione
Pubblicato il 16 febbraio 2021, alle ore 12:22

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Scuola: 100% in presenza difficile da pensare, prepararsi per settembre con piani di recupero

Tornare a scuola al 100% è un obiettivo che ci poniamo tutti, il problema è se in queste situazioni sia possibile“, ha affermato il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli. A Sky tg24 che lo ha intervistato ha riconosciuto che è difficile ragionarci su in questo momento, ma ciò non significa che questo non sia “un obiettivo di lungo termine al quale dobbiamo prestare attenzione“. Per questo motivo è stato chiesto che la campagna vaccinale venga accelerata

La variante del Covid si sta diffondendo all’interno del Paese, tra gli ambienti da tenere sotto osservazione ci sono proprio le scuole. Nelle aule, con spazi alquanto limitati, ci sono molti studenti e docenti, ha affermato Antonello Giannelli. Poi ha osservato che “in questo momento mancano rilevazioni ufficiali sul rendimento dei ragazzi rispetto all’adozione della didattica a distanza“, e ha suggerito che se ne occupi l’Invalsi (Istituto Nazionale per Valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione) in modo da avere un “monitoraggio effettivo, scientifico su basi oggettive che possa essere realizzato in tutte le classi“.

Giannelli è convinto che la ripresa di settembre possa essere aiutata da un monitoraggio delle varie situazioni in base al quale possono essere predisposti piani di recupero per colmare le eventuali lacune e ha aggiunto: “questo mi sembra un buon orizzonte di politica scolastica“.

Il monitoraggio aiuterebbe a rintracciare le “sacche povertà” e a capire “esattamente in cosa consistono” ha detto Giannelli. Certe situazioni – ha affermato lo stesso – esistevano già, la pandemia le ha acutizzate. Le situazioni sono geograficamente molto differenti, ma non solo: ogni singola classe e situazione ha dovuto fare i conti con difficoltà diverse, non tutti gli studenti sono riusciti a stare al passo con la dad.

Ogni famiglia, ogni ragazzo, ogni classe ha una situazione diversa e la dad ha avuto una diversa efficacia. A questo punto bisogna verificare le competenze, rintracciarne le carenze, in particolare negli istituti superiori per ripartire.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Sì, penso che il monitoraggio vada fatto per le scuole superiori. Tutto sommato le scuole dell'Infanzia e Primaria con gel, mascherine e qualche periodo di dad qua e là stanno funzionando, i programmi proseguono a ritmo consueto. Certo è che questi due anni scolastici (e speriamo il tutto si fermi qui) passeranno alla storia.

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