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Quota 100 e immissioni in ruolo: oltre 20mila posti vacanti e precariato in aumento

Il 2 luglio il Miur ha convocato le associazioni sindacali nel comparto scuola per ragguagliarle sulle immissioni in ruolo da mettere in atto nelle prossime settimane. Risultano esserci oltre 20 mila posti vacanti che rischiano di non essere assegnati.

Scuola e Istruzione
Pubblicato il 1 luglio 2019, alle ore 20:57

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Quota 100 e immissioni in ruolo: oltre 20mila posti vacanti e precariato in aumento

Quota 100 è la riforma del sistema pensioni promossa da Matteo Salvini, vice premier e rappresentante della Lega. Con essa chi possedeva i due requisiti cardine della riforma, quello anagrafico e quello contributivo, ovvero 62 anni d’età e 38 anni di contributi minimi, poteva accedere alla pensione. In seguito all’uscita dal mondo del lavoro di migliaia di lavoratori si sono liberati numerosi posti di lavoro. Anche nel settore scuola è avvenuto ciò, si stima che vi siano oltre 20mila posti vacanti e disponibili che attendono ancora di essere assegnati.

Il tutto mentre migliaia di precari storici continuano a sottoscrivere contratti precari e mentre vengono nuovamente banditi concorsi con finalità d’assunzione. Marcello Pacifico, presidente dell’Anief, asserisce che la situazione è grave, è necessario porre rimedio quanto prima. Se non si procede con regolari assunzioni già da settembre ci saranno 7mila dirigenti scolastici che avranno necessità di ricercare supplenti a cui assegnare cattedre vacanti e disponibili.

Si ricomincerà, dilatandolo, con il problema del precariato. Secondo Pacifico è necessario un decreto legge ad hoc che garantisca l’assunzione in tutta Italia dei docenti inseriti nelle graduatorie di merito e nelle GRME, degli insegnanti abilitati dalle GaE e dei precari con 36 mesi oggi nelle graduatorie d’istituto. Così come la stabilizzazione del personale Ata. Aumentano, quindi, i contratti con scadenza al 30 giugno e al 31 agosto, con picchi fino a 200mila precari.

In seguito a questa problematica l’on. Lucia Azzolina (M5S) ha chiesto di presentare un’interrogazione al Miur proprio per destinare la metà dei posti liberati dall’accoglimento delle domande per Quota 100 al personale ATA e al personale docente per nuove immissioni in ruolo a tempo indeterminato anche successivamente al 1° settembre 2019.

Marcello Pacifico ha asserito che è necessario che venga ripristinato il doppio canale di reclutamento, ovvero continuare nella procedura di assunzione attraverso concorsi regolarmente banditi, ma procedere anche con un canale attraverso il quale riconoscere e valorizzare l’esperienza di chi per anni ha lavorato all’interno della scuola con contratti precari.

Necessario è riconoscere l’esperienza da essi conseguita e procedere alla loro stabilizzazione. Questo procedimento è doveroso al fine di evitare di incorrere, nuovamente, in decine di migliaia di supplenze assegnate. In alternativa ne deriva così che il precariato sarà in aumento, senza trovare una soluzione al problema che da anni affligge il settore scuola.

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Cosa ne pensa l’autore
Samanta Scherini

Samanta Scherini - Il lavoro del docente è una delle professioni meno rispettate. La cosa è quantomai strana poiché la formazione dell'individuo parte proprio all'interno del settore scolastico. La professionalità e la competenza di chi svolge con passione una professione così dura non vengono riconosciute. Il lavoro del docente è una mansione che richiede un continuo aggiornamento e una passione notevole. La sottoscrizione di contratti precari continua a generare uno strappo nel tessuto scolastico che non può essere risanato e produce solo effetti negativi che si ripercuotono anche sugli studenti, in quanto non viene offerta loro una continuità didattica.

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