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Maturità 2019: cosa cambia nell’esame finale

Il tanto temuto esame di maturità nel 2019 cambia sotto molti aspetti. Le prove scritte da tre passeranno a due, più l'esame orale. Sarà inoltre attribuito un punteggio maggiore per quanto riguarda i crediti scolastici. Scopriamo insieme quali saranno le altre novità.

Scuola e Istruzione
Pubblicato il 4 ottobre 2018, alle ore 21:29

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Maturità 2019: cosa cambia nell’esame finale

A partire da quest’anno scolastico, il tanto temuto esame di maturità cambia faccia. Innanzitutto le prove scritte passano da tre a due, più l’orale e il punteggio dei crediti scolastici aumenta rispetto al passato. Ci saranno griglie di valutazione per la correzione delle prove scritte uguali per tutto il territorio nazionale. Queste sono solo alcune delle novità del prossimo esame di maturità, che il Miur, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ha inviato attraverso una circolare nelle scuole di tutta l’Italia per togliere ogni dubbio sia ai docenti che agli studenti. Scopriamo insieme cosa dovranno affrontare i nuovi maturandi.

Per essere ammessi all’esame di maturità, ogni studente dovrà frequentare almeno tre quarti delle ore previste dall’ordinamento scolastico, avere la sufficienza in tutte le discipline e anche nel comportamento. Al contrario di quello che accadeva negli anni passati, ogni studente non deve più essere presente alla prova nazionale Invalsi dell’ultimo anno e allo svolgimento delle ore relative al progetto di Alternanza Scuola – Lavoro. Saranno ammessi anche studenti che hanno un’insufficienza in una disciplina o in gruppo di discipline che hanno un’unica valutazione ma solo se il Consiglio di classe motiverà questa sua scelta.

Il voto finale non cambia, sarà espresso sempre in centesimi, ma il punteggio del credito scolastico maturato nel triennio passa da 25 a 40 sui 100 finali. Le prove scritte diventano due, di cui la prima in lingua italiana, che si svolgerà il 19 giugno e sarà la prova in cui ogni studente dovrà dimostrare le proprie capacità espressive e critiche utilizzando la proprio lingua parlata.

Le tre tipologie della prima prova

Le tracce della prova passano da quattro a sette, divise per tre tipologie in ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico. La prima tipologia, chiamata tipologia A, avrà due tracce di analisi del testo, mentre la tipologia B sarà composta da tre tracce di analisi e produzione di un testo argomentativo ed infine la tipologia C si baserà su due tracce concernenti la riflessione critica di carattere espositivo e argomentativo su fatti di attualità.

Per l’analisi del testo, al posto di un testo unico ci saranno due testi che potranno andare dall’Unità d’Italia ad oggi, mentre per l’analisi del testo e la produzione di un testo argomentativo, ovvero la tipologia B, sarà un testo singolo o un estratto da un testo più ampio e i maturandi dovranno interpretarlo e scrivere una loro riflessione personale. Per la tipologia C, il cosidetto tema libero, saranno proprosti ai maturandi tematiche molto vicine alle loro esperienze studentesche e potrà essere accompagnato da un breve testo come spunto di riflessione.

La seconda prova 

Il 20 giugno si svolgerà la seconda prova, che riguarderà una o più discipline che caratterizzano i percorsi di studio dei vari istituti scolastici. Nella circolare inviata alle scuole sono presenti anche le indicazioni per le future valutazioni delle prove d’esame, ovvero delle griglie di valutazione a livello nazionale sia per la prima che per la seconda prova.  Il punteggio non cambia, ma il maturando potrà presentarsi all’esame con un massimo di 40 crediti a dispetto dei 25 degli anni passati e la commissione avrà a sua disposizione i rimanenti 60 punti per completare il voto finale di 100 punti.

Il punteggio minimo per il superamento dell’esame resta fissato in 60 punti. La commissione potrà, inoltre, usufruire di 5 punti extra qualora il maturando abbia un credito scolastico di almeno 30 punti e un risultato complessivo delle prove d’esame di 50 punti. Nel mese di gennaio saranno comunicate agli studenti le materie della seconda prova, mentre a febbraio sarà pubblicata l’ordinanza in merito all’esame di Stato.

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Cosa ne pensa l’autore
Thaira Momesso

Thaira Momesso - Sono passati molti anni da quando ho sostenuto il mio esame di maturità, quindi le cose sono ovviamente cambiate, però non so se sia meglio che le prove scritte siano diventate due. Considero, invece, in maniera positiva l'aumento dei crediti scolastici durante il triennio, in quanto gli studenti potranno almeno presentarsi all'esame con una buona base.

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