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Lotta ai falsi diplomi di qualifica personale ATA nelle scuole italiane

I falsi diplomi rappresentano uno stratagemma che permette di ricevere un ambito incarico nelle scuole. Diplomi venduti ad un prezzo base di 2mila euro, sino ad un valore di 10mila euro, sono purtroppo sempre più diffusi.

Scuola e Istruzione
Pubblicato il 18 dicembre 2018, alle ore 12:38

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Lotta ai falsi diplomi di qualifica personale ATA nelle scuole italiane

L’inchiesta dei falsi diplomi per lavorare come personale Ata nelle regioni del centro nord si allarga a macchia d’olio. Diverse regioni, quali Marche, Veneto, Piemonte e Campania, sono interessate. Gli uffici scolastici regionali hanno disposto controlli a tappeto chiedendo alle segreterie scolastiche di verificare i titoli dichiarati da assistenti tecnici, amministrativi e bidelli precari.

Già lo scorso giugno erano emersi altri casi di acquisto di falsi diplomi per superare il concorso pubblico del personale Ata. I falsi diplomi di attestati professionali, come l’attestato Eipass, erano stati venduti al prezzo di 2mila euro. Dopo lo scandalo è utile chiarire ai possessori di diplomi falsi che non sarà attribuito alcun punteggio per il servizio prestato. Pertanto al candidato dovrà necessariamente essere rettificato il punteggio.

L’inchiesta “Diplomat”

Il polverone dei falsi diplomi ha spinto nelle settimane scorse la Procura di Napoli a richiedere gli attestati incriminati, allo scopo di approfondire le indagini. A seguito della richiesta di esibizione atti, lo scorso 3 dicembre nel provveditorato di Salerno si è verificato un’incendio che ha distrutto tutti i verbali e i registri, contenenti le prove di quanto accaduto.

Proprio nel salernitano, infatti, sarebbero stati individuati i primi casi di falsi diplomi di qualifica dichiarati dal personale Ata, tra bidelli e assistenti scolastici. Dati i numerosi casi di diplomi falsi, c’è da ipotizzare l’esistenza di una vera e propria organizzazione dedita al clonaggio e alla falsificazione delle attestazioni, che coinvolgerebbe presidi, insegnanti e assistenti amminstrativi.

Queste forme di scorciatoie, ovvero il fatto di acquistare un titolo di studio senza averne le competenze professionali per la costruzione di un percorso di vita, è sotto l’analisi del Miur e del governo, i quali ogni giorno lavorano per garantire un servizio di istruzione di qualità. Del resto la lotta ai diplomifici è una strada iniziata da tempo e che dovrà proseguire, in particolare in quelle scuole secondarie che presentano numerose anomalie.

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Cosa ne pensa l’autore
Caterina Perna

Caterina Perna - Si auspica che il problema dei falsi diplomi, insieme al caso dei controlli dei Nas nelle mense scolastiche e alle misure di prevenzione contro la diffusione di droga e alcol all'interno degli istituti scolastici, siano sempre parte integrante di quella che dovrebbe essere la "Buona Scuola Italiana".

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