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Laurea in Giurisprudenza, maggiori opportunità di lavoro

Attualmente sono 22 le offerte di lavoro per 72 posti vacanti che recano tra i prerequisiti la laurea in Giurisprudenza; 22 annunci anche per Scienze politiche per 55 posti. Sul podio anche Economia e Commercio con 20 annunci per 43 posti.

Scuola e Istruzione
Pubblicato il 3 febbraio 2019, alle ore 01:28

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Laurea in Giurisprudenza, maggiori opportunità di lavoro

La laurea in Giurisprudenza sembra essere tra le più richieste dal mercato italiano, sebbene questo dato non sia del tutto congruo con gli studi di settore di Almalaurea. Secondo Almalaurea sono le facoltà scientifiche come Ingegneria, Medicina e professioni sanitarie ad impiegare un maggior numero di persone a 5 anni dal raggiungimento del titolo. Il dato di Almalaurea non è qui contrastato, sebbene si possa aggiungere che bisogna differenziare l’occupazione raggiunta con la pertinenza agli studi svolti.

Una laurea in Giurisprudenza ha un valore reale spendibile nel mercato italiano, soprattutto a livello concorsuale. Troppo spesso si sente parlare di fior fior di ingegneri chiamati a svolgere compiti decisamente differenti dal loro percorso di studi, o posti come “tuttofare” all’amministrazione di aziende medio-piccole. Si può rimembrare anche come è sempre più frequente trovare commesse laureate in Biologia e studi affini, alle quali viene negata la possibilità di fare ricerca o di operare nel loro settore di riferimento.

Un titolo raggiunto in Giurisprudenza offre, invece, opportunità di crescita economica e di prestigio sociale adeguate e affini al percorso di studi svolto. Sono 22 gli annunci per circa il triplo dei posti vacanti, tutti in ambito amministrativo-politico. Lo stesso vale per Scienze politiche, anche se i posti sono leggermente inferiori. Chiude il podio in terza posizione Economia e commercio con 21 annunci e circa il doppio dei posti.

Sempre più un mistero sociologico sono i posti offerti dalle lauree umanistiche e sociali, si contano 4 annunci per altrettanti posti. Ognuno di noi può avere inclinazioni per studi in ambito umanistico e non per questo gli studi umanistici vengono qui denigrati; resta il fatto, però, che opportunità solide, concrete e affini agli studi svolti come quelle offerte da un concorso pubblico non sono disponibili per gli umanisti.

I vantaggi di una facoltà come Giurisprudenza sono diversi. Innanzitutto, per le prove concorsuali è sempre necessaria una preparazione solida in materia giuridica. In secondo luogo un laureato in Giurisprudenza può vantare una maggior preparazione per affrontare concorsi per cui l’accesso è aperto a laureati in Economia o in Scienze politiche. Di solito infatti i concorsi vengono aperti anche a questi altri titoli di studio, ma il lavoro che si andrà a svolgere si dovrà confrontare spesse volte con la Giuriprudenza.

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Cosa ne pensa l’autore
Daniele Quintavalle

Daniele Quintavalle - Da umanista mi chiedo se sia giusto o meno non avere l'accesso ai concorsi per ruoli dirigenziali come quelli a cui possono accedere altri laureati. Sicuramente lamentarsi non porta a niente di buono, quindi l'unica cosa da fare è rimboccarsi le maniche e prendere la laurea in Giurisprudenza. Altrimenti vivere la propria vita e il proprio lavoro serenamente senza troppe ambizioni.

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