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La generazione dei "tecnologicamente modificati"

Internet e le nuove tecnologie hanno cambiato in poco tempo la vita di tutti noi, ma se per gli adulti il cambiamento è stato assorbito solo in parte, diversa è la questione per chi è nato già con tablet, smartphone e pc alla mano.

Scuola e Istruzione
Pubblicato il 1 luglio 2022, alle ore 17:10

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La generazione dei "tecnologicamente modificati"

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Comunicare con i giovani senza impazzire

I bambini, preadolescenti e adolescenti moderni hanno accanto a loro la tecnologia come presenza normale e costante in tutte le tappe e i momenti della vita. Da studi recentemente fatti, pare che il largo uso degli strumenti tecnologici abbia plasmato e sviluppato la mente delle nuove generazioni in modo molto diverso rispetto alle menti del passato, questo si nota per lo più a scuola, in special modo quando viene chiesta loro attenzione e concentrazione.

Alcuni genitori, quando parlano dei loro figli, li definiscono strani perchè hanno comportamenti che non riescono a comprendere, ad esempio sono poco riflessivi, non riescono ad avere un lessico ricco ed una grammatica fluida neanche nell’italiano parlato, detestano leggere, sono superficiali anche di fronte a sfide importanti, incapaci di sane e autentiche relazioni sociali, isolati tra chat, messaggini e social.

Come insegnante ho notato molte di queste caratteristiche sui miei allievi e mi sono chiesta come è possibile mettersi in contatto con loro, che poi è il mio compito. Molti giovani hanno effettivamente qualche problema quando si instaura una dipendenza da tecnologia che diventa patologia psicologica, ma non dobbiamo dimenticare che la comunicazione è la chiave e i nativi digitali hanno bisogno di guide per apprendere.

Le caratteristiche cognitive sono cambiate, il cervello dei nostri giovani si sviluppa ormai in modo diverso rispetto al passato ed il mezzo di comunicazione privilegiato è tornare a sentire attraverso i sensi. Noi docenti dobbiamo rivedere le metodologie, intervenendo laddove la tecnologia non arriva. A questi ragazzi manca l’evoluzione del piano logico, che possiamo aiutarli a sviluppare attraverso l’esperienza diretta nel mondo reale.

Occorre un rineallineamento della mente attraverso l’uso delle mani, del gusto, dell’udito, dell’olfatto, attraverso lo sport, la musica, il ritmo aiuta moltissimo a ritrovare lucidità, attraverso ciò che per un bambino è la fonte principale del sapere: il gioco. Esso serve a indirizzare la memoria sul binario giusto, a sperimentare con attenzione e a comprendere ciò che si sta osservando, ovviamente non sto parlando del videogioco, ma del buon vecchio gioco di fantasia, e se, a quanto sembra, la creatività non è stata intaccata dalla tecnologia, allora avviciniamo i giovani ad ogni forma d’arte, in modo che possano esprimersi liberamente, sicuramente le soluzioni arriveranno senza farsi attendere.

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Cosa ne pensa l’autore
Simona Gilardino

Simona Gilardino - Ho scritto questo breve articolo perchè sento molto l'argomento, vedendo spesso i cambiamenti causati dalla tecnologia sui bambini. Mi ha colpito subito lo studio che è stato fatto così come le osservazioni sui due emisferi cerebrali e voglio approfondire l'argomento attraverso studi che mi permettano di facilitare la formazione a scuola.

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