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Il dubbio sulla riapertura delle scuole in Italia

Siamo nella fase di monitoraggio del corpo docente, specialmente dopo il ritrovamento di 20 docenti in Umbria e dei 6 docenti a Treviso risultanti positivi al coronavirus.

Scuola e Istruzione
Pubblicato il 26 agosto 2020, alle ore 12:04

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Il dubbio sulla riapertura delle scuole in Italia

Nasce il dubbio sulla riapertura delle scuole non solo per i possibili contagi fra gli alunni ma anche per le ultime analisi ricevute dagli screening del personale docente.

Sono stati trovati 20 casi di docenti con Covid-19 nella regione Umbria su 1334 test sierologici e 6 a Treviso su 650 test sierologici (analisi di lunedì 24 agosto 2020). Da specificare che i 6 docenti sottoposti al test risultavano con degli anticorpi nel sangue e si aspettano i test molecolari per avere la certezza del contagio.

Ma questo è solo l’inizio della procedura di controllo che coinvolge 15mila operatori scolastici che dovranno essere analizzati prima dell’apertura delle scuole, con procedura che è stata iniziata il 24 agosto. Per molti i risultati dei test lasciano ben sperare grazie al senso di responsabilità riconosciuta nei docenti che hanno presentato il coronavirus, anche da altre persone arrivano le critiche.

Infatti, si pensa ai possibili contagi che possono nascere prima dell’ingresso nelle scuole, ovvero nei mezzi di trasporto come i bus scolastici. Si sta pensando di fare dei controlli della temperatura prima dell’ingresso nello scuolabus con una capienza massima da stabilire e un tragitto che non deve superare i 15 minuti di viaggio.

Se viene trovato un alunno con febbre o che è stato in contatto con un individuo positivo negli ultimi 14 giorni, non viene fatto salire sul mezzo. Questi tipi di disagi porteranno a dover assistere e sostenere i comuni e gli enti locali, specialmente quelli che si trovano più in difficoltà.

Intanto, diversi rappresentanti politici chiedono chiarimenti riguardanti le tempistiche di arrivo dei nuovi banchi monoposto, delle eventuali mascherine e dei sistemi anti-covid da adottare. Sicuramente il confronto fra le varie figure politiche sarà aspro in base ai sistemi che verranno proposti per evitare i contagi e soprattutto per evitare la creazione di nuovi focolai. 

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Cosa ne pensa l’autore
Nicola Fanelli

Nicola Fanelli - Sarà una corsa contro il tempo perché di tempo non se ne ha abbastanza per controllare tutti i docenti presenti in Italia. Da considerare che non ci sono solo gli scuolabus ma anche i servizi di trasporto pubblico dove si concentrano gli studenti e credo proprio che anche quel caso non bisogna sottovalutarlo. Per il resto io credo che le attrezzature adeguate ad evitare i contagi a scuola non arriveranno in tempo e che si andrà a finire che gli alunni seguiranno le lezioni online.

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