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Il Bibliomotocarro: la biblioteca ambulante di un maestro in pensione

Il Bibliomotocarro è la brillante idea di Antonio La Cava, maestro in pensione, per diffondere la cultura tra i bambini dei paesini della Basilicata che hanno ormai perduto la passione per la lettura

Scuola e Istruzione
Pubblicato il 8 marzo 2014, alle ore 02:45

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Il Bibliomotocarro: la biblioteca ambulante di un maestro in pensione

Antonio La Cava è un maestro in pensione di Ferrandina, in provincia di Matera, ideatore del “Bibliomotocarro. I libri hanno messo le ruote”, un’ammirevole iniziativa per riportare il piacere della lettura nella vita dei bambini e delle persone in generale.

Un maestro gentile dai bianchi capelli che con la sua moto Ape celeste andava a far visita ai piccoli lettori dei paesini della Basilicata col suo prezioso carico di libri e di sogni. I bambini, riuniti nelle piazze, aspettavano di sentire il suono dell’organetto che annunciava il suo arrivo, prendevano in prestito i libri e li sfogliavano seduti su un gradino. Prima di salutare i suoi piccoli amici, Antonio apriva il suo libro bianco e lasciava che i bambini ci scrivessero una storia, o qualunque cosa avessero voglia di raccontare…

Quella del maestro Antonio è una storia vera, che si tinge però dei colori delle fiabe, del rosso della passione, la passione per la lettura, del verde della speranza di riuscire a trasmettere l’amore per i libri anche a coloro che dai libri sono lontani.

Al di là dell’apprendimento tecnico, mi sono reso conto che raramente a scuola si insegna il piacere della lettura, della comprensione vera e propria di un libro” – sostiene il maestro. Quando con i bambini ponevo ed affrontavo il problema della disaffezione nei confronti della lettura, chiedevo loro il perché; e le risposte, tante e diverse, avevano però un elemento comune: la lontananza; secondo i bambini, cioè, il libro era lontano. Si riferivano ai libri di narrativa e di letteratura per l’infanzia, custoditi nella biblioteca comunale collocata nella parte più impervia del paese. Alla mia domanda – “cosa possiamo fare per avvicinarli?” – Michele, in quell’occasione il più ispirato, con tempestività sentenziò: – “ai libri dobbiamo mettere le ruote””.

Nacque così la sua idea del Bibliomotocarro, una biblioteca ambulante e itinerante, utilizzando una moto Ape usata e modificata per darle le sembianze di una casetta, con tetto a tegole e comignolo fumante legato al tubo di scappamento. I lati del mezzo sono due vetrine con dentro degli scaffali che possono contenere circa 700 libri, tutti da lui personalmente procurati.

Nell’era dei libri digitali, dell’ebook, questo coraggioso maestro percorre circa 500 chilometri al mese, da un paesino all’altro, e distribuisce libri gratis per diffondere la cultura e combattere il disinnamoramento dalla lettura. Disinnamoramento che, secondo Antonio, inizia a scuola ma continua poi in famiglia.

Un’altra bella iniziativa, simile come filosofia a quella del frigo-book realizzata nelle piazze di Acquaviva, nel barese.

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