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Freddo nelle aule delle scuole Varesine: studenti in rivolta all’Enaip

Come ogni anno, torna il problema freddo nelle aule delle scuole del Nord Italia. Ma stavolta gli studenti dell'Enaip di Varese non ci stanno e abbandonano le aule. Il preside "Comprendo in pieno gli studenti, ma hanno sbagliato i modi"

Scuola e Istruzione
Pubblicato il 13 ottobre 2016, alle ore 15:59

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Freddo nelle aule delle scuole Varesine: studenti in rivolta all’Enaip
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Quella di ieri, 12 Ottobre 2016, è stata una mattinata difficile per scuole varesine. Siamo all’Enaip, alle 8:00 tutti pronti sui banchi per riprendere gli argomenti lasciati in sospeso il giorno prima, ma da giorni un problema affligge alunni, docenti e personale scolastico: il freddo. In alcune aule la temperatura è di otto gradi e i caloriferi non accennano ad accendersi.

Il repentino calo di temperature di questo Ottobre ha dato filo da torcere al preside dell’istituto, che si dichiara comprensivo nei confronti del malcontento degli studenti, sebbene sicuro del fatto che il freddo potrebbe essere una scusa bella e buona per ostacolare il normale svolgimento delle lezioni.

Scusa o non scusa, certo è che la situazione non era sostenibile, e per di più, non è chiara l’imputabilità della faccenda. Il preside parla di manutenzione alla caldaia fissata per l’indomani, ma voci di corridoio sostengono che il problema non fosse la caldaia, bensì la volontà di rispettare la data istituzionale dell’accensione del riscaldamento nelle scuole, fissata ogni anno per il 15 c.m. Questo spiegherebbe perchè anche altre scuole abbiano avuto problemi di rivolte spontanee di alunni e personale.

Ad ogni modo, verso le 9:15 il problema è stato risolto e la caldaia ripristinata, sebbene le classi dell’Enaip fossero ormai quasi deserte. Gli studenti, uniti dal malcontento, hanno infatti abbandonato le aule, intonando “cori da stadio” che avrebbero impedito la comunicazione per un’efficace risoluzione del problema. I più coraggiosi hanno invece deciso di rimanere, e verso le 11:00 la temperatura è tornata a livelli accettabili, consentendo il normale svolgimento delle lezioni, che hanno avuto luogo nonostante la media degli alunni rimasti fosse di cinque o sei per classe.

Coinvolte anche le segretarie, che hanno tentato invano di sedare la rivolta dichiarandosi offese dalle parole poco rispettose dei ragazzi, ma in fondo toccate dalla protesta, che ha ricordato loro le rivolte studentesche degli anni d’oro.

Sciopero lecito o illecito? Colpa del freddo o del solito capro espiatorio, la burocrazia italiana? Ai posteri l’ardua sentenza, per ora le uniche certezze sono che i disertori saranno tenuti a presentare la giustifica per l’assenza e che oggi 13 Ottobre, nelle aule dell’Enaip ancora il caldo promesso non è arrivato.

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Cosa ne pensa l’autore
Valentina Bassanini

Valentina Bassanini - Personalmente trovo assurdo che debba esserci una data per l'accensione dei riscaldamenti nelle scuole, soprattutto oggni che, come si suol dire, "non esistono più le mezze stagioni". Trovo scorretto anche imputare il tutto ai presidi, che non possono fare miracoli. Sono convita che il fatto di protestare (se non ci concentriamo sui modi, certamente discutibili) per i propri diritti faccia solo bene ai giovani, bisognerebbe anzi dare loro modo di potersi esprimere liberamente sulle questioni che li riguardano. Da studente quale sono, ho sentito professori universitari preoccuparsi del fatto che i ragazzi non protestino, come invece accadeva nei tempi andati. Come non dar loro ragione? I disaccordi non vanno inibiti, ma contenuti, bisogna dar loro spazio...e se lo spazio è caldo e i caloriferi sono accesi ben venga!

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