Esclusa dalla gita perché affetta dalla sindrome di Down: la delusione della madre

Una ragazza, affetta dalla sindrome di Down, è esclusa dalla gita senza che nessuno la avvisi ma la madre si ribella affinché abbia gli stessi diritti di tutti.

Esclusa dalla gita perché affetta dalla sindrome di Down: la delusione della madre

Le gite scolastiche sono considerate i momenti maggiormente piacevoli di un istituto e di una classe. Le gite scolastiche sono l’occasione per trascorrere del tempo insieme ai propri compagni in una cornice diversa dalla scuola, imparando, crescendo e divertendosi. Peccato che questo privilegio non sia per tutti dal momento che, in base al racconto della madre, la figlia sarebbe stata esclusa in quanto affetta dalla sindrome di Down. 

Il fatto è accaduto ad Ora, in provincia di Bolzano, dove questa ragazza è stata non solo esclusa, ma non è stata avvisata della gita che si sarebbe tenuta, lasciando la madre senza parole, proprio come racconta al Corriere della Sera che ha raccolto la sua testimonianza. L’insegnante di sostegno ha avvisato la donna del fatto che la figlia non potesse andare.

Il motivo? L’insegnante di sostegno non poteva recarsi in gita poiché aveva la madre da accudire e, di conseguenza, la ragazza non ha potuto partecipare alla gita con i compagni. Sempre, in base al racconto della madre, la gita sarebbe stata motivo di stress, quindi molto impegnativa e hanno preferito lasciarla a casa.

La madre, a quel punto, per venire incontro alla figlia e sperare che potesse partecipare anche lei alla gita, ha proposto di accompagnarla lei, a sue spese, ma le è stato negato in quanto avrebbero dovuto coprire delle assicurazioni necessarie per il viaggio. Un viaggio che la ragazza non ha potuto fare. 

La mamma, presidente dell’associazione Il sorriso, già in altre circostanze aveva sostituto l’insegnante di sostegno proprio per venire incontro alle esigenze della figlia. Oggi, la madre ammette di non avere molta fiducia nei professori che, a loro volta, si scusano per il malinteso in quanto sono dell’idea che la famiglia sapesse tutto. 

La donna comunque non demorde e continua la sua battaglia affinché “Mia figlia fa parte della classe e ha gli stessi diritti di tutti gli altri studenti”. 

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