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Covid-19, 1 studente su 3 ha lasciato gli studi durante il lockdown: bocciata la Dad

Lo rivela un sondaggio di Ipsos condotto per Save the Children, 34.000 studenti delle superiori rischiano l'abbandono scolastico. La Dad inoltre toglierebbe spazio alla socialità e anche alla famiglia, le chiusure hanno peggiorato anche la salute.

Scuola e Istruzione
Pubblicato il 5 gennaio 2021, alle ore 13:52

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Covid-19, 1 studente su 3 ha lasciato gli studi durante il lockdown: bocciata la Dad

Quello realizzato dall’istituto Ipsos per Save the Children è un sondaggio davvero allarmante per quanto riguarda i giovani e il mondo scuola. Secondo la ricerca in questione, condotta su un campione di studenti, almeno il 28% di loro ha dichiarato che un loro compagno ha smesso di studiare durante il periodo della pandemia provocata dal coronavirus Sars-Cov-2. Una situazione che è peggiorata con il lockdown e le chisure forzate attuate dal Governo per poter contrsstare l’avanzata del virus. Tra le motivazioni che gli studenti hanno indicato circa l’abbandono scolastico, vi è la difficoltà a concentrarsi davanti ad uno schermo, in quanto le lezioni si svolgono tramite la Dad, ovvero la didattica a distanza. 

Ipsos rileva che almeno uno studente su tre si sente molto più impreparato con la Dad rispetto a quando andava a scuola. A tracciare un quadro drammatico della situazione sono soprattutto gli adolescenti, che si dicono fortemente preoccupati per il loro futuro. Di questa situazione molti adolescenti ne parlano con le rispettive famiglie, che tentano di sostenerli come possono. A ciò si aggiunge il disagio economico che la pandemia sta provocando, e nelle famiglie più disagiate gli studenti non hanno strumenti informartici per potersi connettere in Dad, come appunto pc, tablet o smartphone. Di questo passo 34.000 studenti delle scuole superiori, secondo il sondaggio, rischiano di abbandonare per sempre gli studi.

Dad toglie spazio alla socialità

Un altro problema che i ragazzi devono affrontare riguarda la condivisione degli strumenti informatici con altri fratelli o sorelle: spesso in casa c’è solo un pc o un tablet, e questo rende difficoltoso poter seguire tutte le lezioni. I giovani, insomma, non ce l’ha fanno a seguire contemporaneamente tutte le lezioni previste nella giornata, in quando devono dividere gli strumenti con altri famigliari. Una situazione paradossale che si intensifica nel Mezzogiorno, dove ci sono nuclei famigliari a volte più grandi di quelli del settentrione. Gli studenti in generale bocciano la Dad, anche perché questa toglie spazio alla socialità e allo stare in famiglia. 

Il dato è chiaro: 6 studenti su 10 hanno dichiarato di aver subito ripercussioni negative riguardo alla propria capacità di socializzare, mentre il 52% di loro sostiene che anche le amicizie hanno subito un crollo a causa del distanziamento sociale imposto dalle misure restrittive per contenere il contagio. Per alcuni studenti c’è stato anche un peggioramento delle relazioni famigliari, mentre altri di loro hanno dichiarato che lo stare a casa per molte ore al giorno ha migliorato il rapporto con i propri genitori, fratelli o sorelle. 

Alcuni dei ragazzi intervistati pensano che il lockdown stia avendo forti ripercussioni anche sulla loro salute, in quanto molti di loro non frequentano più le attività extrascolastiche, come ad esempio quelle sportive. Diversi giovani non hanno intenzione di riprendere tali attività neanche dopo che la situazione si sbloccherà. Il 23% degli intervistati ha dichiarato di aver capito che in questo momento la socialità non è importante, proprio perchè grazie alle tecnologie può continuare a sentirsi con le altre persone. 

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Un sondaggio davvero allarmante quello realizzato da Ipsos per Save the Children. La situazione dovrebbe essere subito presa in mano dalle autorità, se non vogliamo rischiare di avere una generazione devastata dagli effetti negativi della pandemia. I ragazzi sono il nostro futuro e non possiamo permettere che il loro sapere venga distrutto in questa maniera. Le scuole si devono riaprire al più presto e devono restare aperte. E comunque questo è uno degli obiettivi che il Governo ha in mente.

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