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Coronavirus, scuole cattoliche paritarie in sofferenza economica

Le scuole paritarie a livello economico sono oltre il limite e non sanno se, in questa situazione, arriveranno a giugno. Il 30%, se non arrivano aiuti, presto chiuderà.

Scuola e Istruzione
Pubblicato il 20 aprile 2020, alle ore 19:33

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Coronavirus, scuole cattoliche paritarie in sofferenza economica

Nel carisma di molte congregazioni religiose, maschili e femminili, c’è l’educazione dei bambini e dei giovani, attività oggi messa economicamente alla prova dalla chiusura temporanea delle strutture. Nonostante l’impegno del personale docente nella didattica a distanza, da alcuni la retta è vista come un qualcosa di non dovuto.

Il Consiglio permanente della Cei, nel documento finale della sessione primaverile ha ribadito il valore dell’educazione: “la Chiesa c’è, è presente ed è aperta a una riflessione su valori fondamentali quali la famiglia, l’educazione, la sobrietà, la comunità, la solidarietà“. Tra coloro che attendono questa presenza di Chiesa c’è tutto il mondo delle scuole paritarie che già da prima del “grande blocco” sono in difficoltà economica, tanto più ora. Molte famiglie infatti, non pagano più la retta perché la scuola è chiusa. Così alcune realtà educative rischiano di non riaprire mai più.

La situazione delle scuole paritarie è drammatica lo afferma anche una lettera aperta che porta la firma congiunta di madre Yvonne Reungoat, presidente dell’Unione superiore maggiori d’Italia (Usmi) e padre Luigi Gaetani, presidente della Conferenza italiana dei superiori maggiori (Cism), essi scrivono: “senza un intervento serio dello Stato, il 30% delle scuole pubbliche paritarie sarà destinato a chiudere entro settembre, se non si dichiarerà bancarotta già entro maggio“.

I gestori delle scuole riconoscono la drammaticità della situazione di un servizio pubblico erogato senza interruzione anche quando le rette che arrivano non sono sufficienti per pagare i dipendenti e le utenze. Le scuole sono “oltre il limite“, le condizioni attuali non sono sufficienti per arrivare a fine anno scolastico 2019-2020: “se non indebitandoci ulteriormente“.

La CEI nel documento finale ricorda anche che l’estate è vicina, tempo di opportunità educative mediante i Campi estivi e i Grest che si svolgono in tutta Italia. Bisognerà informare le famiglie su come avverranno queste attività che allo stesso tempo permetteranno ai genitori di ritornare tranquillamente al lavoro.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Credo che questo sia un problema molto serio per le scuole, per le famiglie e anche per lo Stato. Se le scuole paritarie chiudono gli alunni si riverseranno nelle strutture statali: le strutture ci sono? Saranno in grado di offrire spazi vivibili ai nostri ragazzi? La didattica a distanza è utile, interessante, ma va preparata. Oltre al docente vanno addestrati gli alunni e i genitori (a volte anche nonni e zii) dei più piccoli. Vanno distribuiti gratuitamente gli strumenti (pc e tablet) perché tutti possano imparare. E' o non è d'obbligo la scuola?

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