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Coronavirus: il MIUR valuta le ipotesi per il recupero dell’a.s. 2019-2020

Le scuole rimarranno chiuse oltre il 3 aprile. E' tempo di pensare a come completare il programma scolastico per tornare a settembre preparati. Il Ministro dell’Istruzione sta pensando a due soluzioni.

Scuola e Istruzione
Pubblicato il 27 marzo 2020, alle ore 11:22

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Coronavirus: il MIUR valuta le ipotesi per il recupero dell’a.s. 2019-2020

L’emergenza che a livello nazionale si sta vivendo a causa del Coronavirus e le conseguenti continue strette alla normalità della vita che vengono imposte portano a pensare che le scuole resteranno chiuse oltre il 3 aprile. Se anche la chiusura delle scuole venisse prorogata fino al prossimo giugno “la regolarità dell’anno scolastico 2019-2020 non è a rischio” scrive money.it.

Il Ministro dell’Istruzione Azzolina ha già cominciato a pensare a soluzioni integrative alla didattica a distanza per riuscire a recuperare le lezioni che gli alunni non hanno potuto seguire a causa dell’emergenza. Durante un’audizione al Senato, di ieri pomeriggio, 26 marzo 2020, il Ministro Azzolina ha affermato: “Si tornerà a scuola se e quando, sulla base delle indicazioni degli esperti, le condizioni lo consentiranno“.

Queste parole portano a pensare che le scuole rimarranno chiuse ad oltranza, potrebbe anche accadere che riaprano regolarmente soltanto a settembre, per l’a.s. 2020-2021. L’anno scolastico in corso potrebbe concludersi grazie alla didattica a distanza. “Le videolezioni sono una scelta obbligata, non abbiamo alternative”, ha detto la Ministra Azzolina, che ha ammesso anche che potrebbe esserci qualche vuoto nel programma.

Di qui la necessità di recuperare la parte del programma non appresa. La Ministra Azzolina avrebbe messo nel tavolo due possibili soluzioni per recuperare l’a.s. 2019-2020. La prima ipotesi è quella di prevedere dei corsi di recupero pomeridiani alla riapertura delle scuole. La speranza è che questo avvenga a maggio di quest’anno. I corsi potrebbero continuare durante tutto il mese di giugno e riprendere a settembre, all’inizio dell’anno 2020-2021.

La seconda ipotesi, nel caso in cui le scuole riaprissero a settembre, è quella di continuare con la didattica a distanzaper completare tutto il programma e dare agli studenti la possibilità di approfondire i temi trattati ” si legge money.it, anche durante l’estate, ma questo è possibile solo con la disponibilità dei docenti. Tutto per arrivare preparati al nuovo anno scolastico 2020-2021.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Propongo una settimana all'anno di didattica a distanza, non perché il virus debba necessariamente tornare, ma perché è utile essere preparati a tutto. Da docente dico che la mole di lavoro non è indifferente, ma necessaria. Mi metto poi nei panni dei genitori degli studenti più piccoli, che devono seguire i lavori dei figli, leggere mail, caricare file, collegare il figlio all'ora della video lezione e quant'altro, e non tutti hanno queste abilità o anche possibilità. Ci sono cose, parti del programma che potranno anche "scappare", ma la lezione che la situazione sta dando farà fare un balzo in avanti a tutti.

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