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Caos scuola: graduatorie docenti con errori clamorosi nei punteggi

Le graduatorie provinciali supplenti, a cui gli aspiranti docenti si sono iscritti online nel mese di agosto, sono state recentemente pubblicate con evidenti anomalie nei punteggi. I sindacati prevedono numerosi ricorsi.

Scuola e Istruzione
Pubblicato il 11 settembre 2020, alle ore 22:46

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Caos scuola: graduatorie docenti con errori clamorosi nei punteggi

La scuola inizierà il 14 settembre, tutti i telegiornali da settimane parlano di cattedre vacanti. Ai non addetti ai lavori verrebbe da pensare che nessuno voglia fare il docente o che le segreterie delle scuole non stiano lavorando. La questione è diversa, il Ministero dell’istruzione ha modificato le varie graduatorie docenti e ha previsto un portale online sul quale ad agosto gli aspiranti supplenti dovevano iscriversi, mentre il concorso ufficiale è slittato al prossimo mese, a scuola iniziata.

I risultati delle graduatorie provinciali supplenti gps (alcune non ci sono ancora), da cui gli istituti scolastici devono scegliere gli insegnanti, sono state pubblicate solo nei giorni scorsi. Il ritardo di pubblicazione, purtroppo, non è il solo problema; le graduatorie di molte provincie contengono clamorosi errori nei punteggi. La ministra Lucia Azzolina ha annunciato nuove graduatorie, che sono “la cosa di cui vado più fiera“. Per i sindacati invece saranno fonte di valanghe di ricorsi per via delle posizioni falsate da errori nei punteggi.

Gli errori eclatanti 

Molti docenti che si sono iscritti al portale e hanno ricevuto regolare ricevuta sono assenti nelle graduatorie. In quella di Palermo c’è chi ha avuto un punteggio addirittura negativo per i “titoli di servizio”, -7,50, -13,50, -50, -60. C’è chi nella provincia di Varese ha ottenuto la mirabolante somma di 3.354 punti per la scuola secondaria.

Ci sono precari con 0 punti di servizio (non hanno mai insegnato) che risultano iscritti in prima fascia. La CISL segnala: “Una giovane di 22 anni si è ritrovata con 80 punti assegnati solo per i titoli. Sono troppi. Dovrebbe avere due lauree e tre dottorati per giustificarli“.

C’è poi chi si è visto riconosce 15 anni di servizio sul sostegno non avendo mai lavorato nel ruolo, un altro docente che a 32 anni ha 143 punti di cui 12 solo di servizio. Agli errori informatici si sono aggiunti gli errori dei candidati, alcuni decisamente voluti, come testimonia il gruppo Scuola Bene Comune.

Alcuni docenti hanno dichiarato come dottorato (valore 12 punti) i master (valore 1 punto), altri hanno caricato come titolo informatico il corso di primo soccorso o pronto intervento, altri ancora hanno dichiarato la laurea triennale come seconda laurea oltre alla specialistica. Le iscrizioni sono state tutte convalidate da scuole Polo scelte per il compito di verificare i certificati allegati e calcolare i punteggi, commettendo, secondo le segnalazioni ricevute dai sindacati , numerosi “strafalcioni”.

Scontro Azzolina e sindacati

Il Ministro ammette di aver accertato 40.000 errori, ma le graduatorie “restano valide”. I sindacati Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda, hanno inviato un telegramma al ministro Azzolina chiedendo di non procedere alla nomina di docenti dalle nuove graduatorie. La Azzolina non arretra parlando di una percentuale di errori infinitesimale rispetto alla mole di domande e all’uso delle graduatorie d’istituto come di un “ritorno al passato”.

Sinopoli, segretario generale Flc Cgil, non è dello stesso avviso: ”Questi errori sono l’ennesima dimostrazione che c’è un problema sulla scuola. Abbiamo segnalato più volte i problemi della piattaforma informatica: siamo di fronte a un sistema che letteralmente dà i numeri”.

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Cosa ne pensa l’autore
Monica Pozzoli

Monica Pozzoli - È giusto digitalizzare il sistema, ma trovo assurdo cambiare graduatorie, calcolo dei punteggi e introdurre un nuovo sistema di iscrizione ad un solo mese dall'inizio dell'anno scolastico. Con questi errori nei punteggi, che si aggiungono al malcostume diffuso da anni di comprare titoli, tante cattedre quest'anno saranno coperte da docenti senza titoli e senza esperienza, mentre altri più lodevoli dovranno cercarsi un altro lavoro.

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