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ADHD: le 5 strategie da adottare in classe

Alcuni consigli per l'insegnante (o educatore) per la gestione in classe di un alunno con ADHD. Quale atteggiamento assumere e come organizzare il tempo scuola con il bambino.

Scuola e Istruzione
Pubblicato il 23 febbraio 2017, alle ore 23:42

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ADHD: le 5 strategie da adottare in classe
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In questo breve articolo, cercheremo di fornire semplici ed immediate regole da seguire, quando in classe ci si ritrova a dover gestire un bambino con ADHDAttention-Deficit/Hyperactivity-Disorder” (diagnosi di Iperattività e Disturbo Attentivo).

Innanzitutto, affinchè le buone pratiche risultino utili ed efficienti, per prima cosa c’è bisogno che venga coinvolto nel lavoro con l’alunno, tutto il team di docenti. Dovrebbe essere scontato, ma non è detto che sia sempre tenuto a mente: più gli insegnanti collaborano insieme, verso gli stessi obiettivi, e più facilmente questi ultimi verranno soddisfatti.

In seconda analisi bisogna tener presente che il disturbo del quale questi bambini soffrono, può essere accentuato o addirittura ridotto, in base all’atteggiamento che assumiamo nei loro confronti quotidianamente. Ogni nostra azione avrà un impatto decisivo sul modo di comportarsi del bambino con ADHD, in aula e al di fuori di essa. Tutti i bambini hanno bisogno di avere una tabella di marcia utile a districarsi all’interno dell’ambiente scolastico, fatta di orari cadenzati, materie e suoni di campanelle.

La terza strategia da tener presente è quella di organizzare al meglio il suo tempo e le routine (ad esempio per affrontare ogni cambio materia, le pause tra ogni compito,…); più routine si realizzano e meno instabile sarà il comportamento del bambino durante il tempo a scuola.

Quarto aspetto fondamentale da tener presente, è la stesura (meglio se discussa e concordata con l’alunno) di una serie di regole da dover ottemperare. Naturalmente devono avere le seguenti caratteristiche: devono essere poche, semplici e chiare. Insieme si contratteranno anche le conseguenze di un’eventuale infrazione, ad esempio l’interruzione di un’attività particolarmente piacevole per il bambino (questo è possibile dai 7-8 anni in poi).

Infine, quinta strategia da adottare è quella di far sentire il bambino sempre accettato e compreso, in ogni suo atteggiamento e reazione. Deve sapere che ha davanti un adulto che capisce ogni suo stato d’animo, che si pone a lui come figura d’aiuto. Intercettare ogni suo disagio ed imparare, insieme a lui, a gestire i momenti di difficoltà, ci aiuteranno a gestire la situazione in modo più sereno e disteso.

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Cosa ne pensa l’autore
Nina Caporusso

Nina Caporusso - Seguendo queste semplici strategie d'intervento, si contribuisce a lavorare meglio, sia con l'alunno con ADHD, sia con il resto della classe. Quest'ultima infatti, spesso, paga lo scotto di dover assistere a continue interruzioni e distrazioni, che bisogna imparare a ridurre il più possibile. Le classi in generale, con la presenza di alunni con questa diagnosi, non devono contenere un numero elevato di bambini, per consentire di avere sempre la situazione sotto controllo. A livello di metodo invece, non si può suggerirne uno assoluto, ogni bambino è diverso dall'altro e possiede peculiarità e caratteristiche che lo rendono unico e irripetibile.

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Commenti
Nina Caporusso
Nina Caporusso

26 febbraio 2017 - 15:27:57

Condividete sulle vostre bacheche! C'è bisogno di più informazione.

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