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Xiaomi ha svelato il prototipo dei suoi Smart Glasses

Un po' a sorpresa, sebbene il periodo sia quello giusto, Xiaomi ha alzato il sipario sul suo modello, ancora prototipale, di occhiali smart, gli Xiaomi Smart Glasses, destinato ad arrivare sul mercato in futuro, con qualche cambiamento nella "street version".

Hi-Tech
Pubblicato il 14 settembre 2021, alle ore 11:52

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Xiaomi ha svelato il prototipo dei suoi Smart Glasses

Nel mentre è ancora fresco il ricordo della presentazione dei primi occhiali smart di Facebook, i Ray-Ban Stories, il panorama dei grandi player tecnologici interessati nel riuscire dove Google ha fallito con i suoi Glass si fa sempre più ampio e, nelle scorse ore, si è arricchito anche del nome di Xiaomi, che ha ufficializzato il concept dei suoi futuri Xiaomi Smart Glasses.

Gli Xiaomi Smart Glasses, realizzati con un design rivedibile che per ora ricorda un po’ alcuni occhiali per saldatori, hanno una struttura leggera (51 grammi) che, nella stanghetta di destra, colloca un display da 0,13″ a microLED in cui i pixel sono grandi 4 micrometri ciascuno, presieduto da un chip dimensionato quanto un chicco di riso (2,4 x 2,02 mm). Tale assetto proietta un fascio con luminosità di picco a 2 milioni di nits che, rifratto di 180° mediante una struttura a guida d’onda dell’ottica, si volge direttamente verso l’occhio umano, dandogli l’impressione di un grande display per ora, purtroppo, solo monocromatico.

Su quest’ultimo, gli occhiali smart di Xiaomi visualizzano, con un fare tipico dei visori AR, le indicazioni passo passo per la navigazione, la traduzione delle scritte in lingua straniera inquadrate dalla fotocamera da 5 megapixel (con led di funzionamento) utile anche per scattare foto e riprendere video, e le notifiche con annessa anteprima dei messaggi ricevuti dallo smartphone di cui, grazie alla connessione Bluetooth, è possibile gestire anche le telefonate

Rispetto al trend generale, che li vuole mero secondo schermo secondario di un telefono associato, gli Xiaomi Smart Glasses, animati lato software dal sistema operativo Android, saranno piuttosto indipendenti.

Ciò sarà reso possibile dal fatto che, tra i 497 componenti del loro hardware, vi saranno anche le connettività (Bluetooth, Wi-Fi), vari sensori, il controllo via touchpad e comandi vocali (possibili grazie al microfono e agli speaker, usabili anche per ottenere traduzioni sonore in tempo reale) inoltrati al concierge proprietario XiaoAi (destinato a lasciar spazio ad Assistant in Occidente), un processore quadcore di ARM, e una batteria.

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Lo stile va un po' affinato, ma non è orrendo come potrebbe sembrare. Le specifiche smart sono davvero intriganti e, secondo me, più interessanti del modello facebookiano, anche se - va detto - per certe cose Menlo Park ha già i suoi visori Oculus e, quindi, avrà avuto il buon senso di non voler sovrapporre le due categorie di prodotto.

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