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Wearable oculari al CES 2019, con i nuovi visori VR di HTC e gli occhiali per video a 360° di ORBI Prime

Al CES 2019, le tecnologie indossabili per l'esperienza visiva hanno fatto la loro parte grazie ad un brand noto, con HTC che ha presentato due nuovi visori per la VR, e grazie alla start-up americana ORBI Prime, realizzatrice di occhiali per i video a 360°.

Hi-Tech
Pubblicato il 8 gennaio 2019, alle ore 19:28

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Wearable oculari al CES 2019, con i nuovi visori VR di HTC e gli occhiali per video a 360° di ORBI Prime

Tra le tante tecnologie emerse in queste fasi iniziali del CES 2019, non sono mancate quelle indossabili, con sempre più smartwatch, smartband, cuffie ed auricolari (annunciati praticamente a getto continuo): all’appello mancavano solo i gadget calcati dagli occhi, e la lacuna è stata appena colmata da HTC con i suoi nuovi visori per la realtà virtuale, e dalla start-up ORBI Prime con occhiali smart, simili agli Spectacles di Snapchat, per le riprese a 360°.

La taiwanese HTC, in un periodo davvero nero dal punto di vista economico (nel solo 2018 ha perso il 62% del suo valore), ha sfruttato la kermesse di Las Vegas per tenere un media event nel corso del quale ha presentato alla stampa varie novità in ambito realtà virtuale, a cominciare da due nuovi visori per la medesima, i Vive Cosmos e Vive Pro Eye.

Il primo modello, in arrivo sul mercato entro fine anno, risulta più comodo a usarsi, e può riportare alla realtà senza essere sfilato grazie al frontalino dello schermo reclinabile: grazie all’uso di due fotocamere frontali, e di alcune laterali, rileva la spazialità dell’ambiente senza la necessità di dover disseminare quest’ultimo di sensori, mentre i controller di nuova generazione – ultimata una semplice fase di configurazione iniziale – permettono al dispositivo di tracciare in automatico i movimenti dell’utente. Da segnalare che il Vive Cosmos non è un visore VR standalone e che, per quanto avanzato, non disponendo di un hardware computazionale proprio, andrà collegato a un PC o, quanto meno, ad uno smartphone. 

Evoluzione del Vive Pro, il Vive Pro Eye (in arrivo verso Aprile) anche dotato di una fotocamera interna, si distingue per l’implementazione di un sistema di tracciamento dello sguardo, il “rendering foveated“, con conseguenti vantaggi annessi: in particolare, il visore può sfruttare la direzione in cui si guarda per renderizzare le immagini con maggior cura in quel punto, sprecando meno risorse elaborative (con l’autonomia a beneficiarne) nelle altre zone. In più è anche possibile navigare nei menu a suon di scroll oculari, e fare a meno dei controller: a beneficiare di tale visore sarà in primis il videogame MLB Home Run Derby VR, dedicato al baseball, disponibile attraverso il servizio “Viveport Infinity“, una sorta di Spotify del software VR che, al momento, dietro sottoscrizione di un abbonamento, da accesso a già oltre 500 esperienze virtuali

Orbit Prime, invece, ha presentato, al CES 2019, la seconda generazione, questa volta impermeabile, dei suoi occhiali da ripresa immersiva: questi ultimi, con hardware miniaturizzato grazie a Primax Electronics, sfruttano un processore Milbeaut SC2000 per acquisire quattro flussi video in contemporanea, dalle 4 videocamere presenti (due davanti e due dietro la montatura), calibrate e stabilizzate dal sistema ImmerVision Enables 2.0, fondendo le immagini senza impattare sui consumi energetici grazie all’esclusivo algoritmo di Socionext. In sede di presentazione, l’azienda ha mostrato anche varie applicazioni del suo wearable per le riprese a 360°, adeguatamente integrato – ad esempio – nei caschi. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Davvero impressionante il risultato tecnico raggiunto da HTC con il visore Cosmos Pro Eye: il tracciamento oculare, in effetti, può essere risoluzionario, visto che può aiutare a gestire meglio le risorse del visore, a ridurre il lag delle immagini, l'eventuale nausea da realtà virtuale, migliorando anche la navigazione tra i menu. Con videocamere interne più accurate, sarà possibile, un domani, leggere le emozioni dell'utente, dalla sua dilatazione oculare, e dosare le sorprese in sede di gaming al momento opportuno.

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