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Wand, il dispositivo Wi-Fi che legge e cura il cervello

Mark Zuckerberg ha appoggiato con un finanziamento la realizzazione di un dispositivo Wi-Fi in grado di leggere il cervello e curare le malattie neurodegenerative.

Hi-Tech
Pubblicato il 5 gennaio 2019, alle ore 13:00

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Wand, il dispositivo Wi-Fi che legge e cura il cervello

Al dispositivo capace di leggere il cervello è stato dato il nome Wand: a realizzarlo è stata l’Università di Berkeley in collaborazione con la startup Cortera, grazie al finanziamento di Mark Zuckerber e della moglie Priscilla Chan.

L’obiettivo, per cui è stato studiato e realizzato Wand, è prettamente medico: ha infatti la finalità di prevenire e curare tutte le malattie neurodegenerative in una decina d’anni. È un dispositivo Wi-Fi che, al momento, non è ancora stato sperimentato sull’uomo, ma solo sulle scimmie.

La rivoluzione di Wand

Secondo gli inventori del dispositivo Wi-Fi, Wand, leggendo il cervello delle persone che hanno malattie neurodegenerative con disturbi motori, quali il morbo di Parkinson e l’epilessia, potrà migliorare la loro qualità di vita e, in poco tempo, si parla di una decina d’anni, trovare nuove soluzioni a queste malattie, rivoluzionando la medicina e le neuroscienze.

Mark Zuckerber e Priscilla Chan hanno collaborato finanziariamente alla realizzazione di Wand, offrendo un budget di 5 miliardi di dollari, ottenuto dalla “vendita di 29 milioni di azioni di Facebook” come scrive ilgiornale.it.

I primi test del dispositivo Wand, eseguiti sulle scimmie, hanno dato ottime risposte. Addestrate all’uso di un joystick per muovere un cursore su un monitor, il dispositivo è riuscito a prevedere l’azione delle scimmie, il modo con cui si muovevano, e a bloccarle attraverso delle scariche elettriche.

Wand si presenta come un semplice dispositivo senza fili (potrebbe essere paragonato a un pacemaker celebrare) che, grazie a degli “elettrodi, legge in tempo reale gli impulsi elettrici del cervello“, come si legge nel sito ilgiornale.it. Rikky Muller dell’Università di Berkeley, che ha collaborato a descrivere l’esperimento pubblicato su Nature, ha sottolineato la libertà di movimento del soggetto, perchè “la macchina può capire da sola quando e come interferire con i movimenti“. Secondo gli ideatori e realizzatori del dispositivo, Wand farà da apripista a sperimentazioni mediche e terapeutiche nel campo delle malattie neurodegenerative.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - La lettura dei titoli di questo argomento mi aveva un po' spaventata, poi leggendo ho capito l'utilità di Wand. Penso che realizzare un qualche strumento per aiutare chi ha problemi neurodegenerativi sia una cosa da fare. I costi, si sa, sono elevati. Che Mark Zuckerber e la sua signora pensino a dare una mano alla realizzazione di Wand, fa piacere.

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Commenti
Mauro Mazzanti
Mauro Mazzanti

05 gennaio 2019 - 19:18:28

vi ho scritto perche mi sento cosi male che non riesco a predere in mano un bichiere d'acqua se i potete inviare una email per dirmi cosa devo fareho casa prndere

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Mauro Mazzanti
Mauro Mazzanti

05 gennaio 2019 - 19:10:38

sto cercando di capire cosa devo fare per risolvere il formicolio alla mano sinistra pima l'ho sentivo solo in due dita ora l'ho sento in tutta la mano cosa mi consciliate di fare per far sparire questo fastidio

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Mauro Mazzanti
Sabrina Giorgi

06 gennaio 2019 - 16:32:51

Vada da un medico

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Mauro Mazzanti
Marilena Carraro

06 gennaio 2019 - 17:03:20

risposto in un messaggio diretto... di andare da un medico

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Mauro Mazzanti
Fabrizio Ferrara

08 gennaio 2019 - 03:25:08

Visita cardiologica.

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