Tra synth modulari futuristici e strumenti ipertecnologici, allo scorso NAMM c’è stato un prodotto capace di fermare i visitatori per un motivo molto diverso: la nostalgia. Casio ha mostrato SX-C1, un sampler ancora in versione prototipo che sembra arrivare direttamente dagli anni Novanta, o meglio da una console portatile di quell’epoca. Un oggetto compatto, curioso e immediatamente riconoscibile, che mescola estetica retro e produzione musicale moderna in un modo piuttosto riuscito. Il primo impatto è tutto sul design.
La parte superiore dell’SX-C1 richiama senza troppi giri di parole i controller delle console storiche, con un pad direzionale sulla sinistra e quattro pulsanti sulla destra che sembrano fatti apposta per evocare pomeriggi passati davanti a uno schermo CRT. Al centro trova spazio un display OLED da 1,3 pollici che, nonostante le dimensioni contenute, risulta ben leggibile e funzionale secondo chi ha potuto provarlo dal vivo.
È una scelta che rafforza l’identità del prodotto, rendendolo immediatamente riconoscibile anche a distanza. Scendendo nella parte inferiore si entra però nel territorio della produzione musicale vera e propria. Qui Casio ha inserito sedici pad gommati per il trigger dei campioni, numerati con una grafica volutamente pixelata che strizza l’occhio al mondo arcade. È un dettaglio estetico, certo, ma contribuisce a costruire un’esperienza coerente, pensata non solo per chi cerca uno strumento, ma anche per chi ama l’oggetto in sé.
Dal punto di vista tecnico, pur trattandosi ancora di un prototipo, alcune specifiche sono già emerse. SX-C1 dovrebbe offrire una polifonia a 16 voci e la possibilità di registrare campioni a 16 bit e 48 kHz, valori più che adeguati per un sampler portatile. I banchi sarebbero dieci, per un totale di 160 slot, tutti ospitati in una memoria interna da 64 GB, una capacità generosa che lascia ampio spazio alla sperimentazione. Casio avrebbe inoltre incluso una selezione di suoni storici del marchio, un richiamo diretto alla propria tradizione che farà sorridere più di un appassionato. Sul fronte creativo non mancano gli strumenti per divertirsi davvero.
Il sampler integra due controlli dedicati agli effetti, FX1 e FX2, che durante le demo hanno mostrato chiaramente effetti come bitcrusher e delay, perfetti per sonorità lo-fi e sperimentali. È presente anche un sequencer a griglia in stile drum machine classica, affiancato da una funzione particolarmente interessante per un dispositivo di queste dimensioni: il taglio dei campioni direttamente dal display, con la forma d’onda sempre visibile. Un approccio immediato, che riduce la necessità di passare da software esterni. Casio sembra aver progettato SX-C1 come uno strumento realmente autonomo. Microfono e altoparlante sono integrati, l’alimentazione può avvenire tramite batterie AAA e la connettività è sorprendentemente completa, con ingresso e uscita audio da 3,5 millimetri, uscita cuffie e due porte USB-C per alimentazione e audio digitale. Tutto è pensato per poter campionare, creare e suonare ovunque, senza dipendere da altro hardware.
Per Casio si tratta anche di un ritorno simbolico nel mondo dei sampler, dopo anni di silenzio seguiti ai modelli storici degli anni Ottanta. Al momento restano ignoti prezzo, data di uscita e mercati di riferimento, ma una cosa è certa: SX-C1 ha già colpito nel segno. Se arriverà sul mercato mantenendo questa identità così forte, potrebbe diventare uno degli strumenti più interessanti e originali per chi cerca creatività, portabilità e un pizzico di sana nostalgia.