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Neckband per audiofili con Sennheiser, 1MORE e Ptron

Accanto agli auricolari true wireless, il formato Bluetooth applicato ai wearable per audiofili trova esplicazione anche nel ricorso alle neckband, in genere più autonome, come nel caso dei modelli annunciati da Sennheiser, 1MORE, e Ptron.

Hi-Tech
Pubblicato il 11 agosto 2019, alle ore 19:44

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Neckband per audiofili con Sennheiser, 1MORE e Ptron

Oltre ai modelli true wireless, anche la categoria delle neckband gode di un’estrema popolarità tra gli appassionati audiofili, essendo certo più comoda delle tradizionali cuffie cablate: non stupisce, quindi, che siano sempre di più le aziende che si affidano a questo formato per proporre le rispettive soluzioni hi-tech sonore, come Sennheiser, 1MORE, e Ptron. 

La teutonica Sennheiser (già apprezzata per la soundbar Ambeo) ha annunciato l’imminente arrivo del modello IE 80S BT, tecnologicamente basato sull’esperienza ottenuta con le cuffiette a filo IE 80S: a livello hardware, i driver da 10 mm ed i magneti al neodimio assicurano un suono cristallino, supportato da un dac di fascia alta realizzato da Asahi Kasei Microdevices, mentre la connessione Bluetooth – avallando i codec AAC, aptX HD, LHDC – consente di fruire con una latenza molto bassa gli stessi formati musicali non compressi diversamente appannaggio solo dei modelli cablati.

Puntando sul contributo software, è presente un equalizzatore a 5 bande – il Sennheiser Smart Control (scaricabile da App Store e Play Store) che, tra l’altro, permette anche di settare, alla pressione di un pulsante, quale assistente vocale chiamare in causa, tra Assistant o Siri, beneficiando della presenza di microfoni ad alta sensibilità. Provvista di comodi auricolari in-ear, con adattatori in silicone di tre misure diverse e cuscinetti in Memory Foam Comply, la neckband Sennheiser IE 80S BT è già disponibile ai pre-ordini, al prezzo di 499.95 dollari, con l’effettiva disponibilità calendarizzata per la metà del mese di Agosto.

Dalla californiana 1MORE arriva la Piston Fit Bluetooth, con struttura in lega di alluminio IPX4 per resistere alle gocce d’acqua ed al sudore, ugelli con inclinazione di 45° gradi per aderire bene all’orecchio, e pareti esterne magnetiche, per agganciare le unità auricolari attorno al collo, quando non in uso: il modem Bluetooth 5.0 copre 10 metri di distanza e supporta i codec A2DP, AVRCP. ed HFP, mentre la cristallinità del suono è ottemperata ricorrendo a driver dinamici da 10 mm con 32 Ω di impedenza che, preceduti da un diagramma ibrido in titanio, attenzionano a dovere anche i bassi.

L’autonomia, affidata alla batteria da 130 mAh, dopo un’ora di ricarica a 5V/1A, arriva ad 8 ore di funzionamento (riproduzione musicale o conversazione), con lo stand-by che si sostanzia in 200 ore. Pesante appena 18 grammi, naturalmente provvista del ricorso ad Assistant o Siri, la Piston Fit Bluetooth arriverà presto sul mercato, dopo l’attuale fase di pre-order promozionato a pressappoco 30 euro. 

Decisamente autonoma risulta, infine, l’esemplare ZAC della cinese PTron che, rispetto alla media degli auricolari Bluetooth, riesce a vantare, dopo 4 ore di ricarica, un’autonomia di 22 ore in riproduzione musicale, e di 18 ore in conversazione, con il periodo di stand-by esteso a 400 ore: il tutto, grazie ad una batteria, posta nell’archetto da collo, pari a 400 mAh, ed all’implementazione della connettività, molto efficiente, Bluetooth 5.0.

Lato audio, nell’elegante livrea nera visibile in copertina, la neckband PTron ZAC – attualmente prezzata a circa 16 euro – annovera driver da 10 mm con 16 Ω di impedenza, capaci di coprire una frequenza da 50 a 20.000 Hz, mentre il controllo dell’insieme avviene mediante il telecomando a filo, comprensivo di comandi per attivare il microfono ad elevata sensibilità (-42 +/- 3dB) con cui dialogare anche con Assistant, o per gestire la musica (anche nel volume) e le telefonate. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Essendo un vero appassionato del formato neckband, non potevo perdermi i modelli summenzionati in sede di articolo: conoscevo già in brand 1More, e sono lieto di essermi approcciato anche a PTron, la cui autonomia - non lo nascondo - mi ha stupito non poco. Mi chiedo quale possa essere l'effettiva differenza, in termini di percezione, tra i modelli dei brand citati e quello della tedesca Sennheiser che, va ricordato, è una vera e propria autorità del settore.

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