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MWC 2019: ecco i robot più interessanti proposti alla fiera di Barcellona

Una categoria alquanto sottovalutata, ma sicura protagonista all'edizione 2019 del MWC di Barcellona, è stata quella dei robot che, traendo linfa vitale proprio dalla connessione 5G, sono divenuti ancora più smart, reattivi, ed espressivi che in passato.

Hi-Tech
Pubblicato il 2 marzo 2019, alle ore 13:50

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MWC 2019: ecco i robot più interessanti proposti alla fiera di Barcellona

Al MWC 2019 di Barcellona, conclusosi da una manciata di giorni con il premiatissimo smartphone Mate X di Huawei, tra i vari dispositivi smart presentati, una folta pattuglia è stata rappresentata anche dai robot, sempre più intelligenti, servizievoli, ed espressivi.

Senza alcun dubbio, il robot più simpatico e dolce è risultato essere l’umanoide “Liku”, della nipponica TOROO, viste le fattezze da bambino: alto 45 cm, può essere tenuto in braccio, ed è in grado di camminare (essendo bipede), facendo intuire le sue espressioni grazie agli occhioni, ai movimenti, ed agli effetti sonori. Capace persino di ballare, di piangere, e di simulare il risveglio umano nell’uscire dallo stand-by, riconosce il viso e la voce delle persone e, quindi, è in grado di interagire a seconda delle emozioni da ciò dedotte. Inteso come robot da compagnia, arriverà in commercio a partire dal Sol Levante, nel corso del prossimo autunno, per toccare poi gli USA (al prezzo di 2.500 dollari) e, dal 2020, altri mercati mondiali. 

Molto simile è anche “Kebbi”, realizzato dalla taiwanese NUWA Robotics. In questo caso, si tratta di un robot semovente concepito per tener compagnia ai bambini (da 6 a 11 anni) in modo educativo, raccontando loro favole (con tanto di gesticolio), proponendo dei giochi, e spiegando loro la natura delle cose (ben 300 e oltre) che è in grado di riconoscere. Ha funzioni anche di parental control, con i genitori che – via app mobile – possono controllarlo nel mentre sono a lavoro, ed usarlo per eseguire videochiamate con i propri pargoli. Attualmente disponibile per la Cina continentale e nazionalista, arriverà anche negli States, ove verrà prezzato alla ben più accessibile cifra di 400 dollari.

Frutto della tecnologia taiwanese è anche “Rebelf”, un assistente robotico per la casa, sempre semovente (con ruote), e con un display al posto del volto. Alto 85 cm, con un hardware comprensivo di memorie (2 GB di RAM, 16 di storage), e connettività (Wi-Fi e Bluetooth), ha principalmente funzioni di videosorveglianza, grazie alla fotocamera (removibile) da 5 megapixel, ai 4 microfoni, ai sensori di movimento via infrarossi e ultrasuoni. Tuttavia, nel corso delle sue 7 ore di autonomia, è anche adoperabile per intrattenere i bambini, con favole e lezioni interattive, o per consentire chiamate/videochiamate, la consultazione delle notizie, il reminder delle condizioni meteo e degli impegni: da segnalare che, come i robot aspirapolveri, quando ha “fame” di energia, torna da solo sulla base, a ricaricarsi. 

Più o meno come la creazione dell’americana Robotemi, il robot “Temi”, già arrivato in Europa (Olanda, Francia, Danimarca, Germania), a 2.000 euro, Temi. In questo caso, si tratta di un automa concepito e presentato come un Amazon Echo Show con tanto di ruote, con cui seguire il padrone umano, al quale ricordare gli impegni, o consentire la visualizzazione – sul suo “volto” – delle informazioni richieste. Essendo dotato di videocamera, può essere usato – anche in questo caso – per controllare i bambini lasciati a casa, e videochiamarli. 

Ancora oltre, sul piano dell’assistenza domestica, si pone “XR-1″, della cinese CloudMinds, sviluppato come una vera e propria tata, estremamente precisa nei movimenti delle mani (può infilare il filo nell’ago), con le quali può servire un drink o gesticolare nel mentre balla, ma ancora fondata su una base semovente (le gambe arriveranno per il 2025). Dispone del riconoscimento vocale e visivo del proprio padrone ma, per le risposte (rapide grazie al 5G), si affida all’elaborazione remota, fondata sul cloud.

Da Singapore, infine, ad opera di dal.komm COFFEE, arriva addirittura un robot barista, “B;eat”, al quale – via app –  è possibile ordinare tè freddo, caffè (precisando la forza della miscela e l’eventuale correzione con del latte), e succhi di frutta. A quel punto, il solerte automa, tenendo la bevanda alla temperatura giusta, la conserva a disposizione del cliente che, dopo esser stato identificato, potrà ritirarla.

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Al MWC 2019 di Barcellona si è parlato molto di 5G, con disversi utenti che si son chiesti a cosa potesse servire una connessione così veloce, visto che gli smartphone funzionano più che bene persino col 3G.Il punto è che tale connessione, più che per gli smartphone, è nata per altri scopi, come appunto l'assistenza remota tramite i robot, o il controllo - sempre a distanza - degli stessi, in condizioni e situazioni in cui non può esservi l'uomo ma, ciò nonostante, è necessaria una pronta risposta. Al di là di come la si possa pensare sull'argomento, è sempre più evidente (ed è da accettare) che, nella società del domani, non è detto che il proprio interlocutore sarà per forza di cose un umano.

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