Meta accelera tra tribunali, hardware e app: dagli sviluppi legali su Instagram al nuovo smartwatch Malibu 2, fino a Messenger e WhatsApp che ricevono aggiornamenti strategici. L’azienda di Zuckerberg sembra voler consolidare il proprio ecosistema digitale, mentre al contempo affronta sfide regolatorie e introduce strumenti per migliorare l’esperienza degli utenti, dal controllo delle conversazioni alla protezione dai contenuti indesiderati.
La prima novità riguarda il confronto legale negli Stati Uniti sul possibile impatto dei social network sulla salute mentale dei più giovani. Durante un’udienza presso la Los Angeles Superior Court, Zuckerberg ha respinto con decisione le accuse secondo cui Instagram sarebbe stato progettato per creare dipendenza. Il procedimento nasce dalla denuncia di una giovane utente che sostiene di aver sviluppato difficoltà psicologiche legate all’uso prolungato delle piattaforme social, tra cui Instagram.
Nel corso dell’interrogatorio sono stati esaminati anche documenti interni che indicavano il coinvolgimento degli utenti come priorità strategica dell’azienda, ma Zuckerberg ha ribadito che l’obiettivo non è mai stato aumentare il tempo trascorso online a ogni costo, bensì migliorare l’utilità del servizio. Una linea difensiva simile è stata adottata anche da Adam Mosseri, responsabile di Instagram, che ha sottolineato come l’uso dei social non possa essere equiparato a una dipendenza clinica. La decisione finale spetterà ora alla giuria, in un caso che potrebbe avere conseguenze importanti per tutto il settore.
Parallelamente, Meta starebbe lavorando a un nuovo dispositivo indossabile, uno smartwatch identificato internamente con il nome in codice Malibu 2. Il progetto si inserirebbe nella strategia dell’azienda di costruire un ecosistema di dispositivi connessi, in particolare insieme agli occhiali intelligenti sviluppati con Ray-Ban. L’orologio potrebbe integrare funzioni tipiche dei fitness tracker, come il monitoraggio dell’attività fisica e dei parametri legati al benessere, ma il suo ruolo principale sarebbe quello di fungere da complemento agli smart glasses.
In questo contesto entrerebbe in gioco anche la cosiddetta neural band, una tecnologia basata su sensori in grado di interpretare i movimenti della mano attraverso i segnali muscolari, trasformandoli in comandi digitali. Secondo quanto emerso, proprio uno smartwatch potrebbe rappresentare la piattaforma ideale per integrare questa tecnologia in modo più naturale, offrendo allo stesso tempo un display touch per il controllo rapido delle funzioni e possibili applicazioni legate all’intelligenza artificiale. Non si tratterebbe della prima volta che Meta esplora questo settore: un progetto simile era stato accantonato nel 2022 durante una fase di riduzione dei costi, ma ora l’idea sembra essere tornata d’attualità.
Lato messaggistica, Meta accelera la semplificazione della sua piattaforma nota come Messenger abbandonando anche il sito web messenger.com per desktop, confermando una strategia che punta a integrare definitivamente le conversazioni all’interno di Facebook. Dopo aver già chiuso l’applicazione desktop per Windows e Mac, il sito dedicato scomparirà entro aprile 2026, con un reindirizzamento automatico verso facebook.com/messages per gli utenti collegati al social network. Questo significa che Messenger non scompare, ma viene di fatto “ricondotto alla base”, mentre chi utilizza la piattaforma senza un account Facebook dovrà continuare a fare affidamento sulle app mobile per Android e iOS. La transizione promette di essere indolore, con notifiche pop-up e sistemi di sicurezza che consentono di ripristinare la cronologia chat tramite PIN. La scelta appare strategica: riguarda pochi utenti indipendenti e consente a Meta di concentrare le risorse su WhatsApp e le app mobile, ottimizzando gestione, aggiornamenti e continuità dei dati senza interrompere l’esperienza per la maggior parte degli utenti.
Infine, un’ultima novità nello stesso settore con un aggiornamento in sviluppo su Android (v. 2.26.7.8) per WhatsApp che introdurrà una funzione anti–spoiler. La funzione permetterà di nascondere parti di testo all’interno delle conversazioni, rendendole visibili solo dopo un tocco da parte del destinatario. L’obiettivo è evitare anticipazioni indesiderate nelle chat di gruppo, ad esempio quando si discute di serie TV, film o eventi seguiti in momenti diversi dagli utenti. Il sistema dovrebbe funzionare tramite un’opzione di formattazione dedicata nel menu del testo, consentendo di applicare l’offuscamento all’intero messaggio o solo a una parte. Attualmente la funzione è ancora in fase di sviluppo e non è disponibile nemmeno per i beta tester, ma il rilascio è previsto in uno dei prossimi aggiornamenti dell’app.