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Inno Day 2021: da Oppo il visore AR Oppo Air Glass e la NPU MariSilicon X

L'attesa due giorni di eventi targato Oppo ha avuto inizio nelle scorse ore (le 4 p.m in Cina), col brand asiatico che ha già messo in campo due prodotti innovativi, tra cui un circuito proprietario per l'imaging e un visore AR di imminente commercializzazione.

Hi-Tech
Pubblicato il 14 dicembre 2021, alle ore 11:40

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Inno Day 2021: da Oppo il visore AR Oppo Air Glass e la NPU MariSilicon X

All’evento Inno Day 2021 di Oppo, apertosi all’insegna del motto “Reimaging the Future“, la prima giornata è stata dedicata al lancio di prodotti innovativi, tra cui gli occhiali smart Oppo Air Glass e la neural processing unit MARISILICON X dedicata all’imaging.

Nel primo caso, l’Oppo Air Glass, in procinto d’arrivare sul mercato interno cinese nel primo trimestre del 2022, si è concretizzato in un paio di occhiali smart di tipo “monoculare”, con forma ad ali di cicala, che ricorda molto qualcosa di già comparso nel manga Dragon Ball Z, il visore Saiyan Scouter visto che, secondo l’azienda, potrà mostrare diverse informazioni in realtà aumentata (AR) senza la necessità di metter mano allo smartphone, semplicemente visualizzandole sulla lente.

Nel caso specifico, inizialmente l’utente potrà fruire di informazioni sulle attrazioni o i negozi (Explore Nearby), disporre di indicazioni di navigazione (muovendosi a piedi o in bici), beneficiare della traduzione testuale di quanto gli dice l’interlocutore in un’altra lingua (per ora la traduzione è tra inglese e cinese, con il prossimo arrivo delle conversioni cinese-giapponese e cinese-coreano), delle visualizzazioni del testo durante le presentazioni (via Teleprompter), con la compatibilità assicurata anche verso le app Meteo, Salute e Calendario. Essendo l’Oppo Air Glass provvisto anche di un altoparlante e di due microfoni, sarà possibile gestire anche la musica e le telefonate.

Capacità operative a parte, gli Oppo Air Glass prevedono una struttura leggera (30 grammi), che può essere indossata da sola o, via magneti, con un normale paio di occhiali (per una più comoda e stabile calzata) realizzata nelle nuance nero o argento, in due dimensioni alternative: la stanghetta, grazie alla lavorazione di precisione CNC, si mantiene sottile nonostante ospiti il processore Qualcomm Snapdragon Wear 4100 e la batteria che, con una sola carica, offre 3 ore di autonomia. Alla proiezione dei contenuti lavora un micro proiettore proprietario Spark, grande 0,5 cc (cioè quanto un chicco di caffè), con uno chassis in metallo lavorato CNC, luminosi (max 3 milioni di nits) microLED, e un modulo per lenti in vetro zaffiro. Grazie a quest’ultimo, la proiezione dei contenuti sulla guida d’onda, praticamente davanti all’occhio, avviene secondo una scala di grigi a 16 o 256 livelli, con un’alta visibilità all’aperto garantita dal fatto d’esser mostrati sino a un massimo di 1.400 nits di luminosità

In tema di controlli, invece, è possibile avvalersi di svariate opzioni, tra cui il tocco, la voce, il movimento della testa o, indossando un Oppo Watch 2, delle mani, e uno smartphone Oppo (purché abbia installata l’app Smart Glass e sia animato dalla personalizzazione ColorOS 11).

Dulcis in fundo, Oppo ha presentato anche il MariSilicon X, un chip per l’imaging, destinato a essere integrato nei venturi top gamma Oppo Find X, che – grazie alla litografia a 6 nanometri – integra sullo stesso circuito una memoria multilivello, un ISP (image signal processor) e la NPU vera e propria, riuscendo a ottenere efficientemente per ogni watt 11,6 TOPS, all’insegna di una capacità di elaborazione da 18 mila miliardi di operazioni al secondo che permetterà agli smartphone, tanto per rendere un’idea, di registrare video notturni in 4K con tanto di anteprima in tempo reale, e di elaborare sempre in tempo reale le immagini nel formato RAW. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Al momento, Oppo non si è pronunciata né sul prezzo o sulla commercializzazione globale del suo nuovo visore AR, né s su alcune elementi determinanti dello stesso: nello specifico non è chiaro se davvero ciò che verrà proiettato non sarà visto dagli astanti (l'azienda promette privacy in merito), né se l'autonomia di 3 ore riguardi lo stand-by o l'effettivo uso continuo. Non meno importanti sono le domande a proposito dell'area visuale (il campo visivo di quanto sarà?) e della risoluzione che verrà assicurata.

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